Albergo diffuso: per un ecoturismo innovativo e Covid-free

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Un borgo da tempo disabitato può essere recuperato e adibito ad Albergo Diffuso Foto di Gianni Crestani da Pixabay

Viaggiare bilanciando originalità e tradizione si può: l’albergo diffuso, una strategia tutta italiana nata negli anni ’70, oggi sta conquistando notorietà trasformandosi da carta vincente nella riabilitazione dei borghi fantasma in alleato contro il Coronavirus, sempre e comunque rispettando l’ambiente.

Che cos’è l’albergo diffuso?

E’ una struttura definita anche “orizzontale” nella quale vengono associati diversi stabili separati tra loro, rispondenti a un’unità centrale che li gestisce e coordina dall’alto: un albergo a tutti gli effetti, semplicemente scomposto nella sua geografia fisica ma con annesse le comodità e i servizi offerti da un albergo qualsiasi.

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Foto di Carlo Armanni da Pixabay

Un po’ di storia

Sebbene non risulti ancora tra le modalità di soggiorno più gettonate e conosciute, l’invenzione ha alle sue spalle già oltre quarant’anni: nacque in seguito al terremoto in Friuli del 1976 come tentativo di dare una seconda vita agli edifici abbandonati dagli abitanti della Carnia.

Molte strutture furono salvate dall’incuria e dallo spopolamento: alla devastazione seguì un’opera di recupero degli stabili, che furono ristrutturati principalmente mediante l’impiego di materiali tradizionali e già facenti parte dei complessi.

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Molti borghi di regioni italiane si sono salvati dallo spopolamento grazie alla conversione in albergo diffuso Foto di Valter Cirillo da Pixabay

Inizialmente non vi era un progetto unitario di sfruttamento economico delle case sistemate, si dovrà aspettare la seconda metà degli anni Ottanta prima che l’impostazione di una rete di appartamenti indipendenti tra loro vada trasformandosi in un’impresa.

Nei decenni successivi il modello fu apprezzato molto per l’originalità e l’efficienza nelle zone terremotate, dopotutto ad un tale disastro era incredibilmente seguita un’enorme rivalutazione dei piccoli centri, sventando il pericolo dell’abbandono.

L’imitazione ne fu una conseguenza naturale e generalizzata, dalle Dolomiti alla Valle d’Itria.

L’albergo diffuso ieri e oggi

L’Italia vanta una varietà unica di stili urbani. Tra la metropoli dal sapore internazionale e la baita di montagna esiste il vasto spettro delle vie di mezzo, un’infinita sfilza di ricchezze nei panni di città di mare, paesini nascosti tra le valli o arroccati su speroni rocciosi, centri di poche centinaia di persone, perle di un territorio che trasuda storia e tradizione da ogni poro.

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Muntaecara Albergo Diffuso nasce con l’obiettivo di valorizzare turisticamente il borgo di Apricale, in provincia di Imperia

All’appello rispondono anche i borghi fantasma, realtà di piccole dimensioni che per un motivo o per un altro (spopolamento e urbanizzazione, crisi economica, catastrofi naturali) hanno perso punti agli occhi del turismo aggressivo del nostro tempo, ma non la loro bellezza: alcuni sono riusciti a reinventarsi, a garantirsi una rinascita e in questo contesto l’albergo diffuso si è rivelato una carta vincente.

Una scelta Covid-free

Negli anni ha dimostrato più volte di essere un valido strumento per far fronte a disagi e problematiche, funzione che sembrerebbe poter continuare a svolgere in maniera ottimale anche durante l’“era Covid”: impossibile immaginare un soggiorno con pari livelli di comfort più autogestito, isolato e sicuro di questo.

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un soggiorno in un albergo diffuso consente alti livelli di comfort e sicurezza

Ogni stabile facente parte dell’albergo diffuso mantiene la sua individualità – logistica e spaziale –, è facile evitare eventuali aree comuni e luoghi di ipotetica aggregazione, l’esperienza non risulta minimamente penalizzata in termini di elasticità o privacy e allo stesso tempo si svolge nel totale rispetto delle norme sanitarie vigenti.

Una scelta sostenibile

Nel lavoro di manutenzione e restauro delle strutture sfruttate sono riutilizzati materiali già presenti nel complesso. Ciò significa che nessun appartamento è mai stato demolito per far posto a freddi palazzoni, ogni casa ha la sua storia e la mostra in tutta la sua tipicità: infissi in legno, pietre squadrate e tratti vintage, per così dire, compresi nel pacchetto.

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L’albergo diffuso di Sauris, in Friuli. Le case rispettano le tipologie costruttive tipiche del luogo sia negli esterni che negli interni

Viviamo in un’epoca che inizia a soffrire i debiti contratti con il pianeta, il punto di non ritorno sembra avvicinarsi sempre di più e mentre da un lato l’etica ambientale guida le scelte di molti, dall’altro anche nel settore del turismo vi sono ancora zone oscure e ampi margini di miglioramento.

L’albergo diffuso tende a inserirsi in realtà particolarmente legate alla natura e ai suoi cicli, aree rurali o montane che vivono in sintonia con l’ambiente circostante e fanno dell’ecologia un focus importante: scegliere un soggiorno del genere significa abbracciare un modus operandi lento e rispettoso, totalmente opposto all’aggressiva tendenza fagocitatrice della città, delle sue industrie, dei suoi servizi immediati ma spesso all’insegna dello spreco.

Una scelta autentica

Chi opta per l’albergo diffuso non solo cerca natura, pace e isolamento, spesso desidera scoprire la vera Italia, quella lontana dai riflettori, in mano a persone che con le loro silenziose esistenze cambiano davvero il Paese un dettaglio alla volta: la spina dorsale della società, le sue mani.

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Sextantio è un Albergo Diffuso a, Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo

E’ difficile poter definire semplicemente “turismo” un’esperienza che tocca le vite di chi affonda le proprie radici in quei luoghi. Ogni incontro è prezioso e nelle piccole realtà è forse più diretto il canale della spontaneità, il tratto che spesso porta alla luce i lati migliori della nostra cultura: storia, memoria, ospitalità.

Il bilancio è in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione: laddove il passato viene conservato e ricordato per la costruzione di un futuro migliore, il presente non può che proporre alternative valide e all’insegna del rispetto nei confronti del territorio e di chi se ne prende cura.

Nella speranza che un domani la salvaguardia di tanta bellezza diventi un desiderio e un obiettivo di tutti, non di poche, nascoste realtà.

Testo di Giulia Colangeli |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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