Le colline dell’Alto Monferrato, a due passi da Acqui Terme, custodiscono uno dei segreti enologici più stupefacenti del Piemonte. Un vino passito che si produce da Mille anni in grado di gareggiare con i migliori vini del mondo in questa categoria, tanto che qualcuno si è sbilanciato a definirlo il Sauternes del Piemonte.

Siamo a Strevi e più precisamente nella Valle Bagnario, meglio conosciuta (da pochi intenditori) come la Valle dei Passiti. Una manciata di chilometri di strade di campagna che si inoltrano in una valle segreta, ancora magnificamente preservata da qualsiasi tipo di speculazione: solo vigne e boschi.
Un po’ defilate, sui versanti scoscesi, si trovano le cantine degli eroici produttori dove nasce il Passito di Strevi, un raro nettare, prodotto in appena ventimila bottiglie da 375 ml che spuntano un prezzo medio sui 30 euro. Una cifra nemmeno troppo alta che permette a tutti di degustare questa lucente e dolcissima espressione delle uve Moscato.
Una storia che inizia nel 1078

In Valle Bagnario, la tradizione di appassire le uve affonda le radici in mille anni di storia. “In comune abbiamo trovato un documento del 1078 in cui si parla dei primi insediamenti viticoli in questa zona e di un vino dolce” racconta Gianpaolo Ivaldi, titolare dell’azienda Bagnario che ha dato il nome alla zona. “La mia famiglia si dedica ininterrottamente alla terra e alla viticoltura dalla metà del ‘500 e in cantina abbiamo ancora bottiglie dell’annata 1864, la data di nascita del mio bisnonno”.
Sono vini ancora pienamente bevibili che testimoniano la straordinaria longevità del Moscato Passito di Strevi. “Abbiamo fatto delle verticali con bottiglie dal 1890 al 1964 e tutte, pur nell’inevitabile mutazione dei colori e dei profumi, mantengono intatto il loro fascino” spiega Ivaldi.
La cantina Bagnario si trova al fondo della Valle dei Passiti, un po’ in alto. Una bella passeggiata di circa tre chilometri che si può fare anche a piedi è quella di risalire la valle, con delle piccole deviazioni per visitare (su prenotazione) le varie aziende che si dedicano alla produzione di questo raro vino della provincia di Alessandria.
Ogni anno in giugno l’Associazione Produttori Moscato Passito Valle Bagnario, organizza una Passeggiata Slow perché, nel frattempo questo vino è diventato, proprio per la sua rarità, un Presidio Slow Food. Nel 2005 è arrivata anche la Denominazione di Origine Controllata “Strevi.
Il progetto riunisce i produttori storici che hanno deciso di impegnarsi per promuovere il Moscato Passito della tradizione. Oltre ad impiegare le uve ottenute dai migliori appezzamenti e a rispettare il metodo produttivo tradizionale, completamente naturale e manuale, i produttori attuano una gestione sostenibile della vigna: tutelano i vecchi vigneti, non utilizzano diserbanti e disseccanti contro le erbe infestanti e solo nei momenti di maggiore gravità ricorrono a trattamenti fitosanitari usando esclusivamente prodotti a basso impatto ambientale.
L’appassimento sulle stagere

Dopo la vendemmia che generalmente avviene tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, i grappoli migliori vengono sistemati sulle tradizionali stagere per l’appassimento naturale al sole, protetti dall’umidità notturna. Il processo che può durare dai 20 ai 40 giorni, porta a una perdita di oltre il 60% del peso dell’uva, concentrandone aromi e zuccheri.
All’appassimento segue una pigiatura soffice e una pressatura manuale per estrarre il mosto, che fermenta lentamente con una parte delle bucce. Dopo almeno due anni di affinamento, il vino può essere imbottigliato come Strevi DOC, ma continua a evolvere anche in bottiglia, sviluppando una complessità crescente nel tempo.
È ancora Gianpaolo Ivaldi che ci spiega uno dei segreti di questo vino. “Ci mette un anno a finire la fermentazione e 10-12 di affinamento in bottiglia sono a mio parere il minimo perché possa esprimersi nella sua pienezza, salvo evolversi ancora per molto tempo”.
Una nuova generazione per il Passito

Più in basso la cantina Oddone – Prati è guidata dall’ultima generazione di viticoltori che si dedicano al moscato passito. Ginevra Prati, dopo aver completato gli studi all’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, nel 2019 è entrata nell’azienda prima guidata dalla nonna che vendeva le uve alle aziende spumantistiche della zona.
Con l’aiuto dell’enologo Nicola Biasi, Ginevra ha deciso di vinificare in proprio parte delle uve prodotte sui quasi 50 ettari di proprietà. E, oltre a La Padrona, uno spumante metodo classico Pas Dosè da uve moscato, il nuovo corso dell’azienda si è cimentato con il vino emblematico della valle. “Facciamo appassire le uve nella fruttaia ventilata naturalmente in stagere di acciaio, non più quelle di legno della tradizione, fino a ottenere l’ottimale quadro aromatico; poi c’è un passaggio in botti di rovere già usate e infine si ha l’affinamento in bottiglia” spiega Ginevra.
Nel bicchiere il Moscato Passito di Strevi si presenta di un colore dorato intenso, con riflessi ambrati più o meno marcati. All’esame olfattivo si notato la frutta candita, scorze di agrumi, fichi e spezie. In bocca offre una dolcezza equilibrata, mai stucchevole e si propone fresco e sapido nella sua bevibilità. Si abbina con la frutta secca, con gli amaretti che sono una specialità di queste zone del Monferrato, con la torta di nocciole, il torrone. Oppure con formaggi stagionati o erborinati. Ma rimane un ottimo vino da meditazione a fine pasto.
Il futuro del Passito di Strevi

L’auspicio è che il moscato Passito di Strevi possa continuare la sua millenaria storia e il pugno di produttori che ne tengono ancora alto il vessillo non diminuiscano. Il lavoro richiesto per arrivare a produrlo è molto lungo e la remunerazione non sempre all’altezza dell’impegno che richiede.
Nel 2016 durante il pranzo di apertura dell’Assemblea generale dell’Onu, Barack Obana e l’allora segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon hanno brindato, forse inconsapevolmente, con un calice di Moscato d’Asti della cantina Marenco di Strevi, una delle aziende che ancora si dedicano al Passito. Che quel brindisi sia di buon auspicio, come tutte le iniziative volte a valorizzarlo.
Un esempio è lo Zabà al Moscato Passito di Strevi, lo zabaione in barattolo creato dal gelatiere torinese Alberto Marchetti che profuma delle migliori uve del vigneto Scrapona.
I Produttori del Presidio Slow Food
Azienda Agricola Bagnario, di Giampaolo Ivaldi; Valle Bagnario 47, Strevi (Al) Tel. 348 0772729
Azienda Agricola Marenco, Piazza Vittorio Emanuele II 10; Strevi (Al) Tel. 335 5300068
Bragagnolo Vini Passiti, di Silvio Bragagnolo; Regione Bagnario 33, Strevi (Al) Tel. 339 4100056
Cà di Cicul di Carla Cristina Salina, Località Cavannore 19; Valle Bagnario, Strevi (Al) Tel. 331 8148303
Domenico Roglia, Valle Bagnario 43; Strevi (Al), Tel. 348 4915998
Informazioni: informazioni sul Moscato Passito di Strevi a questo sito
Testo e foto di Dario Bragaglia|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































