Una notizia fresca e che sta facendo molto discutere: la Serbia offre il vaccino agli stranieri ed i turisti in visita. Cosa c’è di vero in questa notizia? Ecco tutto quello che sappiamo.

Notizia delle ultime ore: la Serbia offre gratuitamente il suo vaccino agli stranieri. Una situazione complessa e che ha fatto molto discutere, ma che ha una ragione precisa: la Serbia è un paese non particolarmente popoloso (7 milioni di abitanti, poco più di un decimo della popolazione italiana), e quindi si è fatto in fretta a vaccinare tutta la popolazione che ne facesse richiesta. Tuttavia, la richiesta non è stato molto alta, e i vaccini dovevano essere fatti, oppure si buttavano. Da qui l’idea di richiamare i turisti stranieri.
Non manca anche la ricerca di un’immagine internazionale favorevole: in un momento di grande incertezza per la ripartenza del turismo internazionale, con ancora il passaporto vaccinale non ancora chiarito, c’è una corsa dei paesi per far ripartire il loro turismo interno. Il caso è simile alla proposta cubana, che si ripromette di vaccinare gratuitamente i turisti entro l’estate, così anche la Serbia vuole rilanciarsi in questo modo nel turismo internazionale.
L’esperienza dell’avvocato Simone Avogadro

A far girare la notizia è stato proprio un turista italiano che ha vissuto questa esperienza: l’avvocato Simone Avogadro è volato nei Balcani per potersi vaccinare in tutta comodità, e ci è riuscito. Niente di più semplice, dato che, a differenza dell’Italia dove le somministrazioni sono centellinate, in Serbia ci si può vaccinare anche se non residenti.
L’avvocato ha raccontato di trovarsi in Serbia per motivi di lavoro e di aver approfittato della situazione: prenotando online, in meno di 48 ore ha potuto ottenere la sua dose, addirittura scegliendo il tipo di vaccino. Quindi, con tutti i documenti in tasca per comprovare la vaccinazione, è tornato in Italia e la vaccinazione è stata registrata.
Quindi, davvero la Serbia offre il vaccino agli stranieri?

In breve, sì. Esiste un sito apposta che, però, è in cirillico. Tuttavia, superata la barriera linguistica, si può inserire nome, cognome, passaporto, e-mail e aspettare di essere contattati. Non c’è la certezza, però: dipende dalla disponibilità dei vaccini in quel momento, anche se sicuramente la possibilità aumenta se si è disposti a farsi vaccinare con qualunque dei vaccini disponibili.
Tuttavia, anche se si sceglie questa opzione, bisogna ricordarsi che c’è un dispendio economico (e non) notevole. Infatti non solo bisogna recarsi fisicamente in Serbia, per due volte (per la prima dose e il richiamo), ma anche considerare che prima di partire bisogna sottoporsi ad un tampone, che non è gratuito. Il tampone costa (con la conversione della valuta) circa 150 euro (quindi 300 euro per due dosi). Infine, anche se si riesce a tornare in Italia senza problemi, bisogna sottoporsi ad una quarantena di 14 giorni.
Insomma, non esattamente una gitarella per il weekend.
Info utili
Se proprio vi interessa, qui trovate il sito dove prenotare la vaccinazione.














































