Dal baccalà alle corniole, dai gioielli alle ceramiche: tour alla scoperta di ciò che ha fatto grande il nome di Vicenza. In una parola: le sue eccellenze.

cosa-mangiare-vicenza-baccalà-vicentina
Baccalà alla vicentina, Vicenza ©Lucio Luigi Rossi

Che siano enogastronomiche e prodotte dalla terra o artigianali e cesellate a mano da maestri orafi e ramai, quel che è certo è che Vicenza e Provincia ne sono davvero ricche.

Così tanto numerose da non riuscire a contarle, le eccellenze di questo territorio vantano sapienti tradizioni secolari che guardano entusiaste al futuro strizzando però sempre un occhio ai tempi antichi. Ecco cos’ha contribuito a rendere celebre la città.

Sua maestà il “baccalà alla vicentina”

vicenza_bigoli_ragu_anatra
Un piatto di bigoli al ragù di anatra, un altro piatto simbolo della cucina vicentina

È il piatto principe di questo territorio ma in realtà le sue origini arrivano da molto lontano, dalle norvegesi isole Lofoten per la precisione.

A scoprirlo, a metà del ‘400, furono dei naviganti guidati dal veneziano Pietro Querini che naufragarono approdando sulle isole a nord del Circolo polare artico dove conobbero il merluzzo nordico che se conservato con sale diventa baccalà (essiccato all’aria è invece stoccafisso anche se i vicentini lo chiamano baccalà).

Il successo di questo piatto fu così grande nelle terre del veneziano da diventare poi, in coppia con la polenta di mais giallo, il piatto tipico di Vicenza.

Oltre a questa pietanza, meritano un assaggio pasta e fasoi, risi e bisi (riso con piselli) e i bigoli con l’arna (il sugo d’anatra).

Bontà dai nomi bizzarri

Per la gioia dei più golosi Vicenza produce anche ottimi dolci come i pandoli, biscotti secchi che somigliano a grandi grissini tozzi.

Fra i più richiesti c’è però lei, la torta putana, fatta con pane raffermo ammollato nel latte a cui si aggiungono uvetta, fichi, pinoli, liquore e scorza di limone e arancia.

Non si scandalizzi nessuno, però, perché il nome un po’ equivoco si dice derivi da “putea”, bambina in dialetto veneto, poiché questa bontà si preparava per la merenda dei piccoli.

E che dire di un altro tipico dolce che porta in giro per il mondo il nome del territorio ironizzando sull’appellativo con cui i vicentini sono conosciuti (magnagati)? La torta Gata, a base di farina bianca e gialla, zucchero, burro, latte, miele berico, grappa vicentina, mandorle e cacao, si decora con zucchero a velo e uno stampino a forma di impronta di… gatto.

Formaggi, salumi e vini

vicenza-prodotti-tipici-soppressa-salame
La Soppréssa vicentina ©Shutterstock

Da tradizione, l’area vicentina è legata all’allevamento di mucche da latte da cui si producono formaggi come il celebre Asiago DOP (il cui sapore ricorda la panna e il latte appena munto), il Morlacco del Grappa (presidio Slow Food) e lo Stravecchio di Malga (dal caratteristico profumo di erbe di montagna) cui si affiancano anche squisiti formaggi caprini.

C’è poi il salume veneto per eccellenza, la Sopréssa Vicentina DOP prodotta con la carne più pregiata di maiali allevati esclusivamente nella provincia berica.

Sul fronte vini, la tradizione vitivinicola del territorio è testimoniata dalla produzione di vini DOC nelle zone di “Colli Berici”, “Breganze”, “Gambellara”, “Lessini Durello” e “Arcole”, tutte nella denominazione “Vicenza”. Dalle vinacce le distillerie vicentine producono grappe monovitigno e distillati conosciuti in tutto il mondo.

Terra di buoni ortaggi e frutti

vicenza-prodotti-tipici-ciliegia-marostica
La ciliegia di Marostica IGP, Marostica, Vicenza ©Lucio Luigi Rossi

La provincia di Vicenza offre anche una ricca varietà di prodotti tipici nati dalla terra e dall’esperienza dell’uomo che ha saputo selezionare i migliori ingredienti da portare in tavola: gli asparagi di Bassano del Grappa, il riso vialone nano di Grumolo delle Abbadesse, i fagioli di Posina, i piselli di Lumignano, il radicchio di Asigliano, le patate di Rotzo, la ciliegia di Marostica, il broccolo fiolaro di Creazzo, il sedano di Rubbio e le corniole di Cornedo Vicentino (solo per citarne alcuni).

Arte orafa

Vicenza-museo-oro-gioiello-basilica-palladiana
Il Museo del Gioiello, ospitato al piano nobile della Basilica Palladiana, Vicenza ©Lucio Luigi Rossi

Tradizione altrettanto prestigiosa, quella orafa, iniziata all’epoca dei Longobardi e fiorita sotto il dominio della Serenissima.

Monete d’oro e gioielli forgiati per la nobiltà sono fra gli oggetti che più hanno fatto conoscere in tutto il mondo questa località veneta dove nel 1339 si costituì la Fraglia degli Orefici, la corporazione d’arte e mestieri che riuniva tutti gli artigiani orafi vicentini.

Di tesori inestimabili in questa Vicenza preziosa ce ne sono a decine. Per ammirare la produzione locale l’appuntamento è nelle numerose botteghe che punteggiano la città e il territorio limitrofo: non solo Vicenza dunque ma tutta l’area che si estende sino a Bassano del Grappa e a Trissino.

Per ricostruire l’intera storia dell’arte orafa vicentina e ammirarne i più affascinanti capolavori vale la pena concedersi una sosta presso il Museo del Gioiello, primo in Italia nel suo genere, allestito all’interno della Basilica Palladiana, in piazza dei Signori: uno spazio espositivo di 410 mq nel quale vivere un’affascinante esperienza estetica e conoscitiva sul gioiello.

Soprana, orologiai da generazioni

vicenza-prodotti-artigiano-orologio
Mani artigiane al lavoro su un orologio ©Shutterstock

È il 1910 quando ha inizio la storia della bottega Soprana con Alfredo Giovanni che impara l’arte orologiaia.

Passano i decenni e nel dopoguerra, da Valdagno, prima sede di quest’attività artigianale, la famiglia Soprana si sposta a Vicenza dove nel 1956 apre una gioielleria-orologeria al civico 53 di piazza dei Signori.

Meno di vent’anni più tardi, l’azienda si trasferisce sotto le “volte palladiane”: la Basilica diventa il cuore dell’attività di questa famiglia che oggi vede in Stefano la figura di riferimento.

La sinergia con il maestro orafo Giovenzio Posenato fa il resto e proprio con la sua collaborazione, Soprana si occupa dell’importante restauro della Corona e del Pettorale della statua della Madonna di monte Berico.

Da decenni Soprana è gioielleria con creazioni a marchio proprio (fra cui pezzi unici ispirati alla creatività di Posenato), laboratorio di orologeria (con restauro di orologi da polso, tasca e da arredamento), infilatura di perle e boutique con accessori preziosi.

Fra stampe e martelli, botteghe storiche

vicenza-artigianato-stamperia-busato
Stamperia D’Arte Busato, Vicenza ©Lucio Luigi Rossi

Fra le eccellenze artigiane a Vicenza c’è anche l’arte della stamperia cui avvicinarsi seguendo attività didattiche e corsi organizzati da chi questa professione la conosce alla perfezione.

Nel centro cittadino, un palazzo del ‘500 ospita da più di 70 anni la bottega storica della famiglia Busato: a portare avanti l’eredità del laboratorio fondato da nonno Ottorino è il nipote Giancarlo che si occupa di litografia e calcografia, attraverso antichi sistemi di stampa, trascorrendo le giornate fra carta, inchiostri e matrici.

Visitare la stamperia è un’esperienza affascinante e speciale per scoprire come un semplice foglio di carta bianca possa trasformarsi da prodotto grafico a opera d’arte.

A pochi passi da Porta Santa Lucia, invece, il suono del martello tramanda invece da quattro generazioni l’antico mestiere del battirame: fondata a fine 1800 da Augusto dal Toso per produrre paioli e pentole, questa antica bottega si è specializzata con il tempo nella produzione di oggetti artistici e ornamentali a sbalzo e cesello.  Se si è curiosi di conoscere il mestiere del ramaio questa è una delle realtà artigiane da visitare.

Sulla tavola delle regine

vicenza-artigianato-ceramica-dipinta-mano
Ceramiche dipinte a mano nella manifattura di Nove, Vicenza ©Lucio Luigi Rossi

Spostandosi di una trentina di km da Vicenza si raggiunge Nove dove c’è un’altra prestigiosa fabbrica le cui creazioni artigianali sono ammirate in molti musei del mondo: la Manifattura Ceramiche Artistiche Antonibon, ora Barettoni.

I servizi da tavola e l’oggettistica hanno arredato dimore e palazzi di famiglie nobiliari e regali di tutta Europa. Entrare in questo luogo è un vero tuffo nella storia: all’interno se ne possono visitare i suggestivi ambienti e (su appuntamento) anche la maestosa fornace a legna a due piani del 1800.

Testo di Sonja Vietto Ramus e foto di Lucio Luigi Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com