Natale tradizionale e Natale 4.0

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Cominciamo dal Natale tecnologico e innovativo. L’anno scorso una località di mare ha creato per i bambini e i ragazzi (futuri possibili ‘clienti’ del periodo estivo!) un ‘francobollo magico’ (badge a lettura ottica) che, sfruttando la tecnologia QR-Code, conteneva tutte le informazioni su ogni singolo partecipante alla festa natalizia; oltre al nome e cognome del bambino i genitori, con l’aiuto degli Elfi a loro volta assistenti di Babbo Natale, indicavano il tipo di regalo desiderato e quello avuto l’anno precedente. L’adesivo finale dato al bambino col ‘francobollo’ QR-Code veniva appiccicato sulla busta a sua volta inserita nella cassetta postale. Il lettore ottico rilevava poi i dati da trasmettere a Babbo Natale che consegnava i doni, con l’immancabile foto ricordo. Hurrà di gioia di bites e giga!

Un regalo davvero 4.0 – chissà se gradito dai ragazzini che lo ricevono – è uno degli ultimi strumenti creati per ‘controllare’ i pargoli troppo vivaci. Si tratta di uno smartwatch per bambini che segnala ai genitori dov’è il piccolo, facendo suonare il cellulare di mamma e papà se il bimbo esce dallo ‘spazio’ fissato elettronicamente; il piccolo può ricevere le chiamate e ha quattro numeri preimpostati per la risposta grazie alla Sim e al GPS integrati. Il ‘diavoletto’ può essere localizzato in meno di novanta secondi e la batteria ha una durata fino a quattro giorni di utilizzo. Questo, per non correre rischi. Va poi da sé che il piccolo e il meno piccolo avranno a disposizione playstation, telefonini, App per l’infanzia e altre diavolerie elettroniche; solo i dolcetti da gustare, mentre si ‘spazia’ da un pianeta all’altro per la più aggiornata delle Guerre dei Mondi, saranno quelli tradizionali saranno quelli tradizionali; panettone compreso.

E del Natale tradizionale, cosa resta? Molto d’esteriore (luminarie, alberi, dolci, regali, cenoni ecc.) poco d’interiore e partecipato, purtroppo. Fra le tradizioni rimaste, alcune hanno il buon sapore dei bei tempi andati. In Spagna, forse ancora oggi, nelle campagne si ospita una mamma povera col suo bambino al quale si regala un corredo nuovo di zecca. Tradizionali i portoghesi, che ospitano parenti e amici a gustare la consoada (baccalà con legumi). Gentile la tradizione svizzera, col dono di un pane dolce a forma di bambolina, chiamata Grittibaenz. Chissà poi se in Francia, nella regione di Carpentras, si pianta in vaso una rosa di Gerico, usata dalla Madonna per stendervi ad asciugare i panni lavati del Bambino. L’Austria merita una particolare citazione per avere creato nel 1818, per merito di Padre Mohor, il più celebre canto natalizio: Stille Nacht, da noi noto come ‘Astro Lucente’. Paese che vai, tradizione che trovi. In Irlanda la famigliola Santa vagola per le strade durante il periodo natalizio; per tale motivo le finestre delle case hanno un lumicino acceso per guidare il loro cammino. In Belgio è ancora viva la tradizione di accendere fuochi e falò durante le feste, mentre in Germania va alla grande il Calendario dell’Avvento, completo di finestrelle e di buone azioni da compiere. Gentili in Danimarca: coltivano giacinti in vaso; se fioriscono il giorno di Natale, tutto andrà per il meglio. Per completare le tradizioni europee, ecco che in Grecia preparano il Pane di Cristo con farina, acqua di rose, sesamo, miele, chiodi di garofano e cannella, mentre in Ungheria, sotto la tavola natalizia, mettono una cesta con fieno e semi affinché il Bambino li benedica. In Russia, infine, ‘fanno’ di più: preparano pani d’avena per i cavalli, un cosciotto d’agnello per il cane e un pesce per il gatto. Il ‘dolcetto’ per i bimbi è fatto con semi di grano integrale macerati e aromatizzati con semi di papavero pestati e mescolati nel miele.

L’origine delle Feste tradizionali è oramai codificato nel tempo. Per ricordarlo a chi ha dimenticato che Natale è, dopotutto, un ‘prodigioso campanello d’allarme per evitare l’inaridimento totale dei sentimenti’ (copyright mio) possiamo ricordare che la Festa del Natale cristiano pare sia stata istituita nella data del 25 dicembre da Papa Giulio I° nell’anno 337. Babbo Natale ha avuto origine da San Nicola di Mira (antica città dell’Anatolia ora turca) vescovo vissuto nel IV secolo d.C., da cui deriva il Santa Claus dei popoli nordici. A San Francesco d’Assisi si deve il primo Presepe della storia con personaggi ‘viventi’ (Greccio, Natale del 1223) mentre l’Albero di Natale pare sia ‘nato’ nella Germania del XVI secolo, anche se molti ritengono che la tradizione sia merito di San Bonifacio, nato in Inghilterra attorno all’anno 680, evangelizzatore delle popolazioni germaniche. Riga infine, capitale della Lettonia, rivendica il merito di avere ospitato il primo Albero di Natale della storia (anno 1510). Nella piazza della città l’evento è ricordato da una targa incisa in otto lingue.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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