Tarantole e Scorpioni alla griglia

La fame nel mondo arretra statisticamente; ma non come si vorrebbe. Gli ultimi dati parlano di 900 milioni di persone che non mangiano il minimo indispensabile per poter sopravvivere. Oggi siamo circa sei miliardi di uomini e donne; nel 2050 si raggiungerà la ragguardevole cifra di nove miliardi di individui. Problemi di spazio per muoversi e di buona salute del pianeta a parte (se i disastri climatici e i razzi nord-coreani non ci avranno giocato brutti scherzi) non è escluso emergano anche quelli relativi al cibo; se cioè ce ne sarà a sufficienza per tutti. Per dare nutrimento a più gente e per ricorrere a fonti in un certo senso inesauribili, avrà successo la soluzione di mettere in tavola manicaretti di altro genere, che gli Americani bollano come yuck factor (senso di ribrezzo, disgusto) comune anche agli Europei, mentre lo yuck factor non preoccupa minimamente le popolazioni africane, asiatiche e sudamericane, abituate a nutrirsi con gli insetti. Di tutti i tipi e di varie‘famiglie’, alle quali diamo un’occhiata, giusto per rispolverare antiche conoscenze scolastiche: Blattoidei (termiti), Coleotteri (scarafaggi, maggiolini, scarabei), Ditteri (mosche), Imenotteri (formiche, api, vespe), Omotteri (cicale), Lepidotteri (farfalle, falene), Ortotteri (grilli, cavallette), Rincoti (pidocchi, coccidi). Quando si parla di ‘abbondanza’ è bene ricordare che gli insetti costituiscono l’80% del regno animale, sono presenti con oltre un milione di specie e a detta degli studi compiuti dagli esperti della FAO (Food Agriculture Organization) e del MIT (Massachussets Institute of Technology), gli insetti vanno benissimo: sono ricchi di proteine, di ferro, fosforo, carboidrati.

Nel mondo sono circa 2 milioni le persone che mangiano normalmente insetti; la FAO stima in circa 2000 le specie commestibili (scarafaggi, grilli, millepiedi, api, formiche, locuste, scorpioni, termiti, libellule). Dal gennaio del 2018, entrerà in vigore anche il regolamento dell’Unione Europea che consentirà di cibarsi – per il momento – solo di questi insetti: grillo, grillo tropicale, locusta americana e africana, tenebrioni (coleotteri polifagi), baco da seta, tarme della farina e della cera.

Ma che gusto hanno queste ‘mini-bestiole’? Scopriamolo da chi le ha cucinate e provate. Cominciamo dal baco da seta, un tempo usato per ‘vestirsi’! È più grasso delle salsicce e contiene rame, zinco, ferro, vitamina B1 e B2. Lo scorpione nero sa un po’ di tabacco dolciastro, una volta disidratato; se mangiato fresco è un po’ amaro, con sentore di pesce. I cuochi sconsigliano di farlo a pezzetti, perché immerso intero nella vodka o nella tequila è ottimo ed è tra i più venduti. Il grillo viene proposto in crostini al gazpacho, spadellati con olio e aglio; chi li preferisce un po’ più crudi, li paragona al sapore della zucca. Le formiche si mangiano generalmente crude; assomigliano alle uova di pesce e sono leggermente acidule, grazie all’acido formico. Le formiche nere si ‘sposano’ ottimamente con l’uovo all’occhio di bue, mentre le uova (di formica messicana) essiccate, contribuiscono a rendere gustoso l’hauahutle, detto il caviale azteco, più nutriente del pollo. Molto cara è invece la formica tessitrice, comunissima in Thailandia; cibo d’élite.

Gli abitanti dell’Europa, anche se non sono vegetariani o vegani, mai mangerebbero bestie in un certo senso ‘amiche’: cani, gatti, conigli, agnellini, persino scimmiette; però, fra un po’ di tempo, è probabile debbano abituarsi a trovare nel piatto queste ‘future’ delizie culinarie: locuste brasate al vino rosso; larve di mosca, dal contenuto proteico tre volte superiore alla carne di manzo o al pesce, al pari di grilli e ragniTermiti, bruchi e scarabei, ricchi di Omega3; mosche dal vago sapore di panna; bachi da seta dal gusto erbaceo, un po’ duri da masticare per via dell’esoscheletro; camole del miele dal sapore di pinoli e tarme della farina dal sapore forte che stimola la salivazione. Paese che vai, insetti (cucinati) che trovi: in Cina li mangiano essiccati, fritti, marinati, bolliti o grigliati; in Giappone usano come snack o condimenti le cavallette, le api e le vespe; in Angola sono grandi consumatori di termiti, mentre nell’Africa meridionale prediligono le larve di lepidottero, anche in scatola con salsa di pomodoro.

Per finire, il piatto più (a scelta) ‘insolito, pauroso, pericoloso’: la quiche di tarantola con zucchine (sulla sfoglia: uovo, panna, grana, zucchine rosolate col timo), oppure tarantola alla griglia. Sarà croccante e saporita e non rende pazzi, come dicono nell’Italia del sud. Da viva è pericolosa, specie se morde; se disidratata e cotta, è innocua. Buon appetito dal 2018 in poi.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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