Mare Nostrum: sentore di vacanze

Isole Eolie Filicudi

Alzi la mano chi – malgrado la primavera sia ancora lontana dal caldo intenso – non ha già fatto un pensierino al mare che verrà; quello dell’estate, per intenderci. L’Italia ha la fortuna di avere uno sviluppo costiero di quasi 7500 chilometri (privilegiate Sicilia e Sardegna) e gli Italiani, in quanto poeti e navigatori (lasciamo stare i santi) finiranno per riversarsi sulle spiagge note e meno note della penisola. Spiagge che affacciano su un mare “chiuso” (il Mediterraneo) che da sempre è legato ai nostri destini, sin da quando i Romani lo dominavano e percorrevano in lungo e in largo; Mare Nostrum per gli antichi, cantato e citato da poeti e scrittori. George Byron, per esempio, ha scritto versi enfatici richiamando i passati trascorsi storici: “sui tuoi lidi sorsero imperi / contesi da tutti a te solo indifferenti; / che cosa resta di Assiria, Grecia, Roma, Cartagine?”. Più in dettaglio ancora è andato il poeta greco Konstantinos Kavafis, con le sue rassicurazioni: “non temere i Lestrìgoni e i Ciclopi né il furioso Poseidone; / durante il cammino non li incontrerai”; frase  rivolta ai turisti che frequenteranno queste zone marine: la Costa Smeralda e Stintino, di fronte alla Corsica abitata dai Lestrìgoni dell’Odissea, cannibali dei marinai di Ulisse e dai Ciclopi di Sicilia che quando erano in “trasferta” – con la complicità del collerico dio dei mari – arrivavano alla calabra Tropea e alle bellissime isole Eolie. Parlando poi dell’irritabilità di Poseidone (il romano Nettuno) vengono alla mente i versi napoletani del grande attore Eduardo de Filippo: “ ’o mare fa paura / ma dico: / ‘o mare sta facenno ‘o mare”; tra bonaccia e tempeste, il mare esercita il mestiere per il quale è stato creato.

Argentario

Fra pochissimo tempo, sarà come lo ha descritto il poeta spagnolo Antonio Machado: “il mare è un sogno sonoro / sotto il sole d’aprile / il mare ribolle e ride / con le onde turchine e spume di latte e argento”; e altre spiagge di pura vacanza si uniranno a quelle ricordate: Alassio in Liguria, Lignano Sabbia d’Oro in Friuli, i molti centri della riviera romagnola, da tempo una piccola Germania. Federico Garcia Lorca, poeta fucilato dall’esercito franchista, parla del mare con toni freschi e veramente poetici: “il mare sorride lontano / denti di spuma / labbra di cielo; / che cosa vendi, fosca fanciulla, coi seni al vento? / vendo, signore, l’acqua dei mari”; la descrizione potrebbe figurare quale manifesto per località balneari alla moda e dalla movida perpetua, quali Forte dei Marmi (il mitico “Forte”), Portofino con gli yachts, l’Argentario con la vicina Capalbio dei nudisti intellettuali e Capri con i villeggianti chic e sofisticati che ancora riescono a scansare le masse turistiche dei vaporetti. Decisamente nature sono al contrario i versi di Eugenio Montale: “sotto l’azzurro fitto / del cielo qualche uccello di mare se ne va / né sosta mai”; dove trovare uccelli in transito, fra costa e mare? Nelle spiagge più lontane e selvagge d’Italia come quella dei Conigli di Lampedusa, alla Cala Rossa di Favignana nelle isole Egadi, alla Cala di Luna della sarda Orosei o alla spiaggia Is Arutas (le grotte) di Cabras, in Sardegna.

Ponza

Nei mari del sud (italiani) troviamo a Ponza la mitica spiaggia di Chiaia di Luna che porta alla mente le parole del portoghese José Saramago: “traccio un solco per terra, in riva al mare / e la marea subito lo spiana / così è la poesia”; come non pensare a messaggi di innamorati tracciati sulla rena? Ancora più giù, ecco l’immensa spiaggia di Marina di Camerota, poi quella di Maratea, già prossima alla fine dello stivale, con i versi di Francesco Petrarca: “passa la nave mia colma d’oblio / per aspro mare, a mezza notte, il verno / enfra Scilla et Caribdi”. Altre acque e altri lidi, con l’ammonimento di Cristoforo Colombo ben presente: “non potrai mai attraversare l’oceano se non hai il coraggio di perdere di vista la riva”; sulla riva, spiagge e luoghi incantevoli: la Fetovaia dell’isola d’Elba, Portovenere, prossima alla foce del Magra, Otranto a un respiro dall’Albania, le isole Tremiti, Pantelleria… meraviglie italiane che ci fanno sentire in sintonia con le parole di Charles Baudelaire: “uomo libero, sempre amerai il mare! / è il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima / nell’infinito muoversi della sua onda”. In vacanza – una vacanza di mare – ci sarà anche il tempo per fare ciò che ha suggerito Pablo Neruda: “fra le cose che il mare getta / si cerchino le più disseccate / zampe violette di gamberi / testine di pesci morti / soavi sillabe di legno / piccoli paesi di perla”. È vero; oggi il rischio è quello di trovarci quantità industriali di plastica; ma chi ama il mare veramente, sa come comportarsi.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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