Itinerari nel bicchiere Valle Arroscia remota e sorprendente Liguria

In Liguria, arroccata in una zona pedemontana non lontana dal mare ma anche dai confini con Francia e Piemonte, c’è una piccola valle che prende il nome dal fiume che l’attraversa: Valle Arroscia.

Quando capita di attraversare (difficilmente per caso) questa zona remota e bellissima, si ha la quasi la sensazione di entrare in una dimensione in cui il tempo si sia fermato. L’atmosfera è autentica, le persone semplici e amichevoli, i paesaggi di una bellezza sorprendente. Nonostante non sia in realtà troppo lontana dal mare di Alassio, è caratterizzata da atmosfere dal sapore quasi alpino, e pur non essendo luogo di passaggio, merita senz’altro una deviazione e una visita. I comuni che compongono la Valle sono: Pieve di Teco, Vessalico, Borghetto d’Arroscia, Ranzo e Villanova.

COSA FARE E COSA VEDERE
La Valla Arroscia è un luogo perfetto per chi ama la natura ma preferisce percorsi al di fuori delle rotte più note; ma anche chi ama l’arte e i luoghi di interesse storico non rimarrà deluso. Numerosi sono i percorsi escursionistici, primo tra tutti quello che porta alle spettacolari cascate dell’Arroscia, in località Mendatica (dal casello di Albenga si raggiunge Pieve di Teco e poi il Col di Nava, dal quale si arriva a Mendatica). Si tratta di un percorso alla portata di tutti, e che arriva appunto alle cascate in circa un’ora e mezza di cammino attraverso fitti boschi nel cuore delle Alpi Liguri. Volendo, il sentiero poi prosegue e si snoda ulteriormente attraverso il bosco in un’atmosfera quasi fatata, fino a giungere a Poilarocca, antico borgo al centro dei percorsi di transumanza, adesso disabitato.

Per chi invece preferisce passeggiare in città, il caratteristico borgo di Pieve di Teco è sicuramente da non perdere. Alcune delle cose che si possono visitare: Il Teatro Salvini – Tra gli edifici più importanti del borgo. Costruito nella seconda metà del 700, lo rendono unico le sue dimensioni davvero ridotte: ospita infatti 99 posti ed il suo palcoscenico misura solo 40 mq. Alcuni dicono che sia il teatro più piccolo del mondo, ma in ogni caso si tratta di un vero gioiello di architettura, affreschi e con un’atmosfera unica. Molto amante dell’arte e del teatro, la popolazione di Pieve di Teco lo volle edificare intorno alla metà del 1800, ma la sua architettura rispecchia più uno stile tardo settecentesco. È stato restaurato ed è di nuovo attivo dagli anni 2000.

I portici medievali –  Caratteristica tipica di Pieve di teco, i portici del 1400, che ancora oggi come in origine, sono il luogo dell’anima del commercio in città. Ma sono anche meta di visitatori, turisti o semplicemente persone in cerca di qualcosa di particolare. Molto sviluppata e rinomata è la produzione locale di scarpe di alta qualità, e quella di prodotti alimentari tipici. Sempre a Pieve di Teco, altri luoghi di interesse sono poi la Chiesa della Collegiata di San Giovanni Battista e quella della Madonna della Ripa e il Santuario della Madonna dei Fanghi. Nei dintorni, il centro storico di Vessalico, il Castello di Pornassio (a Pornassio) e il Ponte napoleonico a Rezzo.

TIPICITÀ DEL TERRITORIO
I sapori di questi territori sono fortemente caratterizzati dall’unione delle diverse tradizioni che qui sono venute in contatto nel tempo: la montagna ligure, il Cuneese e le valli dell’alta Provenza. La cucina è molto semplice e viene chiamata “cucina bianca”, fatta cioè di ingredienti poveri (anche dal punto di vista del colore) ma nutrienti e ricchi di sapore: farinacei, latticini, patate, porri, aglio, rape, legumi.

I formaggi d’alpeggio sono decisamente protagonisti: nella zona di Pornassio ad esempio si trova ancora il Brussü, la tipica ricotta fermentata, e poi le olive taggiasche e la Trombetta di Albenga. Quest’ultima è una varietà di zucca tipica appunto della zona di Albenga e di parte della Costa Azzurra. È chiamata cosi per la sua forma: la zucca infatti, crescendo a terra si arrotola fino ad assomigliare ad una trombetta. Se consumata quando non è ancora matura, è simile ad una grossa zucchina (ottima a fettine sottili o saltata in padella), mentre a maturità completata è a tutti gli effetti una zucca dal sapore vagamente di nocciola.

IL VINO
Vino di montagna dalle spiccate similitudini con il Dolcetto Piemontese (viene chiamato anche Dolcetto di Montagna), l’Ormeasco di Pornassio si sposa benissimo con i piatti tipici della cucina locale, e non soltanto. Pornassio è una piccolissima frazione del comune di Pieve di Teco. Appena 600 abitanti ad un’altitudine che sfiora i 700m. Secondo la leggenda, sarebbe stato portato nella zona di Ormea (da cui prende il nome) dai Saraceni intorno al 1000, e da li successivamente diffuso in tutta la Valle Arroscia. Il merito della sua diffusione iniziale sarebbe stato soprattutto del marchese di Clavesana, la nobile famiglia che governava la Valle nel 1300, che dette ordine di impiantare sulle terre della casata solo questo tipo di vitigno.

L’Ormeasco è presente esclusivamente nella provincia di Imperia, nei comuni di Pieve di Teco, Pornassio e dell’Alta e Media Valle Arroscia. Le condizioni di crescita ideale si trovano nella fascia pre alpina, ad altitudini che arrivano anche a 900 metri, ma mai troppo lontano dal mare. Il colore è rosso intenso con tonalità violacee quando è giovane e più tendenti al granato quando invecchia. Il profumo è fragrante e intenso, il sapore è asciutto, caldo, morbido con vena tannica e retrogusto leggermente amarognolo. Oltre alla vinificazione in rosso, è prevista anche una versione rosata, lo Sciac-trà (letteralmente pigia e svina, cioè prima che le uve colorino troppo il vino).

ASSAGGIATI PER VOI

L’azienda: Tenuta Maffone (Pieve di Teco, fraz. Acquetico).
Vino: Ormeasco di Pornassio DOC
Vinificato solo in acciaio, è caratterizzato da un colore rosso intenso con riflessi viola, naso fresco e “vinoso” con sentori di piccoli frutti rossi: ciliegia matura, mora e ribes. In bocca è asciutto e fresco, con un retrogusto lievemente amarognolo.

L’azienda: Tenuta Maffone (Pieve di Teco, fraz. Acquetico)
Vino: Ormeasco di Pornassio DOC Superiore
Proveniente dalla selezione di uve delle vigne più vecchie (oltre 80 anni), è caratterizzato da un colore rosso carico con riflessi granato. Il naso è molto intenso e avvolgente, con sentori di spezie, vaniglia e resina. Il sorso è asciutto e moderatamente tannico, ma ben bilanciato da una morbida persistenza. Vinificato in acciaio e in grandi botti di rovere, affronta anche un lungo affinamento in bottiglia.

Testo e foto di Elisa Bosco| Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Itinerari nel bicchiere” una serie di articoli sulle località italiane viste attraverso il vino, i territori dove nasce e le aziende che lo producono. Bere il nettare divino significa anche andare a cercarlo sul territorio e scoprire le meraviglie del nostro Belpaese. Per noi lo fa la nostra wine-specialist Elisa Bosco che ogni mese ci propone un angolo d’Italia tutta da scoprire e da bere.

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