Capo Horn: Prua verso sud

Una crociera in Patagonia lungo i canali esplorati da Magellano nel XVI secolo a bordo della caravella Trinidad, e poi da Francis Drake, Ladrilleros e dal capitano Sarmiento de Gambosa. Itinerari unici, da Ushuaia a Punta Arenas, tra i fiordi della Terra del Fuoco con il mitico Capo Horn.

Testo e foto di Marco Santini

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Elefanti marini e sullo sfondo la Stella Australis nelle acque dello stretto di Magellano ©Marco Santini

Seguendo le orme di Magellano

55° 56’ sud e 67° 19’ ovest: sono le coordinate della fine del mondo, un fazzoletto di terra che riassume il concetto di selvaggio, dove ogni pietra è intrisa di leggende.

L’imbarco è nel porto di Punta Arenas, capitale della regione antartica e patagonica cilena che funge da base per i turisti che desiderano partire alla volta delle regioni meridionali cilene oppure, come nel nostro caso, imbarcarsi sulla Stella Australis per navigare lungo lo Stretto di Magellano e il Canale di Beagle fino a Capo Horn e ritorno.

Saliamo alla fine di un pontile, fra corvette della marina militare cilena e pescherecci dai quali vengono scaricati quintali di ricci appena pescati: una montagna verde che profuma di mare. 

A bordo della Stella Australis

La Stella Australis è un’imbarcazione di lusso, concepita per esplorare i canali più stretti della Patagonia, dove nessun’altra Compagnia di navi da crociera può avventurarsi. A bordo le 100 cabine, tutte esterne, sono luminose, sobrie ed eleganti, dotate di ampie finestre con vista sull’oceano. Gli spazi comuni, salotti e terrazze, sono spaziosi e offrono ai viaggiatori spettacolari visuali verso l’esterno.

In questo viaggio targato Patagonia World salpiamo alle 21 in punto, sotto un cielo di piombo, accompagnati da pochi squarci fra le nubi che proiettano luci sepolcrali. La Stella Australis sfiora numerose navi da pesca cinesi: fantasmi di ruggine, scafi fatiscenti ai quali vengono asportati i ponti, per fare spazio ad una selva di argani, reti e lenze.

La giornata tipo a bordo prevede un paio di avventure al giorno, una serie impressionante di colazioni, pasti, spuntini, aperitivi (pisco-sour a fiumi) e un paio di incontri quotidiani durante i quali, personale specializzato approfondisce argomenti di carattere naturalistico, geografico, storico

Con la prua verso la fine del mondo

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In crociera a bordo della Stella Australis ©Marco Santini

Navighiamo verso ovest fino al Cabo Froward, il punto più meridionale della massa continentale del Sudamerica, 90 km a sud della città di Punta Arenas, e quindi verso sud con la prua volta alla fine del mondo.

Cabo Froward si trova in territorio cileno, nella penisola di Brunswick, nella provincia di Magallanes. Fu il navigatore e corsaro inglese Thomas Cavendish a battezzarlo così, “froward” cioè ostile, ingestibile, quando lo scropri nel 1587.

Lo stretto di Magellano lo separa dall’arcipelago della Terra del Fuoco. Iconici il faro e la Cruz de los Mares, una grande croce alta 50 metri che svetta dal 1987, in omaggio al viaggio apostolico di papa Giovanni Paolo II in Cile.  

Alba con gli elefanti marini

Le prime luci dell’alba ci raggiungono al Seno Almirantazgo, un profondo fiordo che termina ai piedi delle montagne dove il ghiacciaio Marinelli scarica in mare un gran numero di iceberg (qui chiamati “tempanos”). Siamo ai piedi della spettacolare Cordillera di Darwin, che si erge lungo la costa occidentale della Tierra del Fuego. 

Gettata l’ancora nella baia di Ainsworth, scendiamo a terra con gli zodiac per osservare l’unica colonia cilena di elefanti marini che sembrano oziare innocui su una spiaggia di ciottoli. 

Solo i frequenti scoppi d’ira che sfociano in liti spesso sanguinose fra i maschi rivelano il carattere collerico di questi animali. Intorno a loro, le montagne, i ghiacciai, il mare blu e gli iceberg immacolati con le loro forme incredibili. In alto, nel cielo terso, volteggia una coppia di condor.

Le isole Tucker

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Lo sbarco a bordo degli Zodiac per vedere gli elefanti marini, Seno Almirantago, Ainsworth Bay ©Marco Santini

Qualche ora di navigazione tranquilla (la crociera si svolge quasi tutta in canali, lontano dalle furie dell’oceano) tra delfini che saltano dietro la nostra nave e arriviamo alle isole Tucker, nel pomeriggio. Scendiamo con i gommoni, per visitare questa manciata di isolotti persi nel canale Whiteside, che ospitano una colonia di circa 2000 pinguini magellanici, oltre a numerose specie di uccelli.

Le prime notizie del pinguino magellanico (Spheniscus magallanicus) si trovano nel giornale di bordo di Antonio Pigafetta che accompagnò Ferdinando Magellano nel 1520 lungo il suo viaggio intorno al mondo: era descritto come un’oca selvatica. In realtà è solo una delle 18 specie di pinguini che vivono solo nell’emisfero australe.

Quello magellanico è il pinguino che vive alle latitudini più settentrionali (il suo habitat si estende dalla Patagonia fino al sud del Brasile) ed è capace di migrazioni assai lunge con viaggi di oltre 3000 chilometri che possono condurlo fino a Rio de Janeiro.

Il Kodak Moment arriva quando i marinai lasciano arenare gli zodiac sulla spiaggia e i pinguini si affollano intorno agli scafi e incuriositi allungano il collo verso macchine fotografiche e videocamere.

Nel canale delle cascate

Al tramonto ci troviamo nel Canale Gabriel, o canale delle cascate. Un passaggio fra i monti che, nel punto più stretto, arriva appena a 300 metri di cui solo 100 navigabili.

La Stella Australis procede lenta, in acque immobili che riflettono i colori del cielo, i ghiacciai e le innumerevoli cascate che precipitano da pareti vertiginose. L’atmosfera di bordo è piacevolmente elegante anche se informale, la qualità dei servizi, dalla cucina alle escursioni, eccellente.

Grazie alle giornate lunghissime dell’estate australe si riesce a godere al meglio dei panorami mozzafiato che accompagnano tutta la crociera che può essere di 4 giorni, da Punta Arenas a Ushuaia, di 3 giorni, da Ushuaia a Punta Arenas via Capo Horn, oppure di una settima, combinando le due precedenti.

Tra gli iceberg

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Tra gli iceberg del mare antartico ©Marco Santini

Il secondo giorno si visita il fiordo DeAgostini (in onore di padre Alberto DeAgostini, esploratore, alpinista e fotografo, che fra il 1910 e il 1950 esplorò tutta la Terra del Fuoco) con tutti i suoi spettacolari ghiacciai. Il giorno successivo brilla lo sbarco ai piedi del Ghiacciaio Pia, la breve passeggiata che permettere di raggiungere un balcone panoramico e quindi la corsa con gli zodiac fra gli iceberg.

A questo punto siamo nel Canale di Beagles e visitiamo Puerto Williams, la città più a sud del Cile e Ushuaia, quella più a sud dell’Argentina.

Chi ha scelto la crociera di 4 giorni sbarca qui, per gli altri passeggeri, il 5° giorno prevede la navigazione e lo sbarco a Capo Horn. Anche se i due giorni di navigazione che mancano per tornare a Punta Arenas riservano meraviglie e sorprese a non finire, questa è la fine ideale della crociera: davanti allo Stretto di Drake che, con le sue bufere, divide il continente americano dai misteri dell’Antartico.

Doppiare Capo Horn al comando, o anche solo a bordo di un’imbarcazione a vela, significa entrare nel mito dei grandi navigatori. Per celebrare quest’impresa ed i naviganti che la realizzavano, un gruppo di capitani francesi, fondò, nel 1937, a Saint Malo, l’Amicale Internazionale, un gruppo di marinai che avevano doppiato il Capo al comando di velieri mercantili. Nel dopoguerra l’Amicale è diventata un’associazione internazionale con diversi paesi membri.

L’Amicale concede titoli o gradi, che indicano lo status marinaio dei veterani della navigazione a vela usando nomi d’uccelli oceanici che s’incontrano nei dintorni di Capo Horn. “Albatro” è il titolo più importante, viene rilasciato a coloro che doppiano il Capo inqualità di comandanti di velieri commerciali.

Coloro che doppiano il Capo come membri dell’equipaggio e che, in seguito diventano capitani, hanno diritto a chiamarsi “Mollyhawks,” dal nome di un uccello simile all’albatro ma più piccolo. Quelli che hanno doppiato il Capo a bordo d’imbarcazioni a vela commerciali, in qualità di ufficiali o marinai si possono definire “Colombe del Capo”.

Infoutili

Come arrivare: Da Rio Gallegos a Punta Arena sono 270 chilometri di Patagonia pura

Quando andare – Clima: le stagioni in Patagonia sono invertite rispetto alle nostre, pertanto l’inverno va da giugno ad agosto e l’estate da dicembre a marzo. Le temperature tendono a scendere spostandosi a sud: verso la Terra del Fuoco spesso si è intorno allo zero durante la notte, e nei mesi invernali anche durante il giorno. Il periodo migliore per visitare la Patagonia è il nostro inverno tra novembre e marzo, mentre la nostra estate è il periodo giusto per un’esperienza più autentica tra le steppe innevate della Terra del Fuoco.

Dove dormire a punta Arenas: Hotel José Nogueira, Bories N°959, tel:0056-61-248840 http://www.hotelnogueira.com www.hotelnogueira.com A partire da 180 euro per la doppia con colazione.

Dove mangiare: a bordo ci sono un ristorante e un lounge bar stellati, con un’offerta di vini pregiati e una cucina internazionale del famoso chef peruviano Emilio Peschiera. La colazione e il pranzo sono a buffet (dolci e pane preparati al momento, formaggi, insalate e zuppe, pasta, tagliatelle e sushi, le classiche empanadas sudamericane, le cozze alla francese, il ceviche, e molto altro ancora) mentre la cena è di quattro portate. Per esigenze dietetiche basta un piccolo preavviso al momento della prenotazione.

Viaggio organizzato: Patagonia World propone la crociera che vi abbiamo raccontato, ma anche una serie infinita di possibilità che permettono di abbinare la Mare Australis a estensioni sia Patagonia che in Antartico.

Fuso orario: quando in Italia è in vigore l’ora legale in Cile 6 ore in meno in Argentina 5 ore in meno

Documenti: passaporto in corso di validità

Come telefonare: Il prefisso internazionale del Cile è 0056 quello dell’Argentina 0054 Per telefonare in Italia comporre lo 0039 seguito dal prefitto della città più il numero dell’abbonato

Lingua ufficiale: spagnolo

Valuta: in Argentina, il Nuevo Peso (un euro sono circa 881,868 pesos argentini); in Cile il Peso cileno pari ( un euro sono circa 945 pesos cileni)

Suggerimenti: Aerolinas Argentinas Italia – Buenos Aires – Rio Gallegos Ushuaia – Buenos Aires – Italia.

Link utili: Crociere Australis

Prezzi: crociera completa, da sette giorni, con partenza e arrivo a Punta Arenas: da 1010 euro fino a 2430 euro per persona tutto incluso a seconda della stagione e del tipo di cabina scelto. Crociera di 4 giorni, da Punta Arenas a Ushuaia: da 680 euro fino a 1630 euro per persona tutto incluso a seconda della stagione e del tipo di cabina scelto. Crociera di 3 giorni, da Ushuaia a Punta Arenas: da 590 euro fino a 1410 euro per persona tutto incluso a seconda della stagione e del tipo di cabina scelto.

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