MSC inaugura le crociere d’inverno. Da Bari verso Atene, Smirne, Istanbul, laggiù dove l’inverno è una stagione dolcissima.

Bari, novembre, 16°, cielo di cobalto, mare piatto. La sagoma immensa e bianca della nave, attende in banchina. Inizia l’avventura marinara, in nave verso un inverso assai mite. Si chiama Sinfonia, è una delle 22 della flotta di MSC, compagnia di navigazione da sempre nelle salde mani della famiglia Aponte.
Una storia quella del fondatore, che è quasi una leggenda: Gianluigi Aponte, sorrentino, nato marinaio e diventato uno degli uomini più ricchi del mondo.

C’è un certo qual gusto italico, un tocco personale in queste navi, negli arredi e nel mood. Si racconta che la sig.ra Aponte, Rafaela sovraintenda personalmente all’arredamento di questi colossi del mare. Dalle piastrelle dei bagni, ai tendaggi alle stoviglie: tutto deve passare al suo vaglio.
Al tramonto, la Sinfonia abbandona l’attracco: guadagnare il mare aperto è sempre un momento sentimentale. Tutti sui ponti ad anelare il Mediterraneo; le luci si allontanano tremolanti e resta solo il buio dell’onda. Una crociera d’inverno, ma un inverno delicato che parte da Bari e corre verso Istanbul, verso il mediterraneo più mite.
Prima tappa, Atene. Ma prima di toccare il riparo del porto ateniese, quel Pireo da cui salpavano gli Achei verso la guerra di Troia, si avvista un’altra isola legata al mito. E’ Zante quella che compare in lontananza, la Zacinto foscoliana dal cui mare vergine nacque Venere.

Yassoo, ciao!
Dal Pireo si va verso il centro città: Atene è sempre la stessa, lucente, caotica, rumorosa, l’avamposto d’un oriente che sta poco più in là. Per arrivare dove tutti vogliono andare, il Partenone in cima all’Acropoli, serve almeno un’ora. Ai piedi della roccia si sale da una scalinata affondata negli ulivi, quel che resta della via sacra che arriva dall’agorà.
Potreste esserci venuti anche 1000 volte, ma arrivare sotto l’immenso tempio dedicato ad Atena, la dea nata dalla testa di Zeus, è sempre una scossa.
Quassù non v’è traccia del presente, sotto il sole i resti marmorei sembrano quasi ocra come il terreno roccioso su cui poggiano. Ci si aggira tra il grande tempio dorico, e gli altri più piccoli, tra le cariatidi immote e i resti dei capitelli, mentre sotto si stende infinita la città bianca. Non fosse per le truppe di turisti, si potrebbe credere d’esser giunti nell’Atene di Pericle.
Dall’ Acropoli breve è il percorso per arrivare al centro, alla Plaka, sempre uguale negli anni: botteghe ora splendide e gonfie d’oro, alternate a quelle destinate al ciarpame turistico. Che immancabilmente ghermisce anche i più renitenti. I profumi e la confusione parlano già d’oriente; e in cima alle viuzze, fa capolino il Partenone.
Poco distante la celebre piazza Sintagma su cui affaccia il grande edificio neoclassico sede del Parlamento dove ad ogni ora c’è il cambio della guardia. Allo scoccare dell’ora, gli Euzoni, militari scelti di leva, vestiti con il gonnellone tradizionale dalle 400 pieghe, a passo marziale fanno risuonare gli zoccoli rossi con il grande pon pon. Spettacolo sempre in voga tra chi visita la città.
Vita da crociera
Scegliere una crociera è come compiere più viaggi contemporaneamente. C’è l’orizzonte di bordo, breve ma anche infinito, fatto di ponti, poppa, prua, ristoranti, palestre, piscine e discoteche. E la gente. Un piccolo universo che via via si fa sempre più coesivo. Si vedono e si rivedono le stesse facce, ci si saluta e si sorride, si fanno incontri e ci si sente parte dello stesso sogno marittimo.

E poi ci sono i luoghi in cui si sbarca, città, isole, altri mondi. E’ una modalità di viaggio interessante. Si gode la vita a bordo, si gode il mare d’inverno e tutto viene inframmezzato dalle discese nei porti. Quando poi si risale a bordo sembra ogni volta di rientrare a casa.
Suggestioni di Turchia
All’alba del giorno dopo, ecco Smirne, la turca Izmir. La zona è incredibilmente verde, quasi montana con vaste foreste di conifere che coprono le colline circostanti.
Al mattino presto tutto è immerso in una nebbia cotonosa e fredda che però a fine mattina svanisce sotto un sole tiepido. Anche qui l’inverno è una stagione assai dolce. Non a caso Izmir, la Perla della Turchia, vanta 300 giorni di sole all’anno.
Efeso, istantanea sul passato

Si va verso la vera attrazione della zona: Efeso. Luogo incredibile, una Pompei senza vittime, una città intera sepolta sotto le polveri dei secoli, abbandonata dai suoi abitanti tra il VII e l’VIII secolo d.C. e riportata alla luce dalla fine dell’800.
Seppellita e dimenticata, fu per secoli una città ricchissima che contava in età romana 250.000 abitanti. Gli scavi iniziarono nel 1869 ad opera di archeologi austriaci. Si era alla fine dell’impero bizantino, non c’erano risorse né interessava impiegarle nella ricerca dell’antica Efeso.
Così l’allora Pascià indebitato pesantemente con l’Austra, cedette i diritti di scavo agli archeologi austriaci. Un lavoro tuttora in divenire: si stima che solo il 30% dei resti sia emerso. Efeso era la capitale della provincia di Asia in età romana, ricca, splendida, potente e devota ad Artemide, la dea della fertilità. E colta: come testimonia la grande biblioteca di cui restano l’imponente facciata a due piani, esempio meraviglioso di architettura romana pubblica.
Qui erano conservati 12.000 rotoli di papiro, un patrimonio enorme, il terzo del mondo antico dopo quelli di Alessandria d’Egitto e Pergamo. Grandi viali in marmo candido, dove scorrazzano grossi cani randagi, templi, archi votivi e l’immenso teatro capace di 25.000 posti. Una città celebre dove scesero Marco Antonio e Cleopatra all’inizio del loro affair e dove San Paolo predicava prima d’esser scacciato.
Istanbul, capitale per sempre

All’alba d’un giorno che promette d’esser radioso, ennesima certezza di come sia mite l’inverno d’oriente; dal ponte superiore si avvista Istanbul. Tutti volevano conquistarla, questa incantevole città distesa su sette colli e incastonata tra l’Egeo, il Bosforo e il Mar Nero. Per sempre e da sempre capitale di imperi infiniti, , bizantino, romano e turco, imperi splendidi e allargati su tre continenti. E l’abusato luogo comune che la vuole ponte da oriente e occidente è reale.
Di qua le rive sono europee, di là dal Bosforo ecco l’Asia e i venti tiepidi che spirano dal mar Nero. Arrivare varcando i Dardanelli è un colpo al cuore: dall’acqua Istanbul compare da lontano tra sventaglianti bandiere rosse con la mezzaluna e la stella e le quantità di minareti spinti verso il cielo come razzi.
Che città, non v’è nulla di simile né in occidente, né in oriente. Confusione, traffico, mercanzie dappertutto, caffè carichi di velluti rossi e botteghe cariche di ogni merce immaginabile. La Turchia in verità è completamente votata al mercato della contraffazione. Ovunque negozi strapieni di abiti e accessori delle grandi firme della moda.
Un Gran Bazar del falso

Massima concentrazione al Gran Bazar, infinita quantità di merce finta buttata in pasto ai turisti che si immaginano maestri della trattativa. Ma qui i turchi non vengono. Arriva invece un turismo massivo e invasivo che sta cambiando volto alla città. Molto meglio avviarsi al Bazar delle Spezie, un luogo ancora autentico dove anche i locali vengono a fare acquisti.
Comunque la città è meravigliosa e non c’è possibilità di evitare i luoghi topici. In primis la Moschea Blu, unica con sei minareti, privilegio e dimostrazione del potere del Sultano. Immensa, è presa d’assalto da turisti e fedeli; al piano inferiore, pregano prostrati i credenti, sopra il percorso è aperto a tutti. Le maioliche blu coprono la volta della grande cupola e le colonne immergendo tutto in un soffuso colore azzurrino.
Mosaici bizantini a Santa Sofia
Santa Sofia, altra grande moschea che concentra nella sua storia tutti le stratificazioni della città. Nasce come cattedrale cristiana bizantina, poi nel 1453 diviene moschea ottomana. Nel 1931 viene sconsacrata e trasformata in museo, fino al 2020 quando il Presidente Erdogan la rinomina luogo di culto. Oggi, dall’alto si possono osservare i fedeli che pregano su grandi tappeti blu.
Dal primo piano si apprezza un magnifico sguardo d’insieme sulla grande sala centrale: spiccano i grandi medaglioni appesi con enormi scritte dorate, a destra l’iscrizione significa Dio, a sinistra il Profeta Maometto. Oro, grandi lampadari circolari e incantevoli mosaici che raccontano le diverse destinazioni di Santa Sofia.
Sulla grande cupola che simboleggia il cielo, un grande mosaico rappresenta Gesù bambino con la Madonna: l’immagine è coperta da un enorme tela bianca: il mosaico è ortodosso e i musulmani in preghiera non devono vedere immagini cristiane.
Memorie del sottosuolo
Si scende sottoterra e si arriva ad un immenso sotterraneo che sembra galleggiare in una distesa di acqua trasparente. E’ la Cisterna delle 1001 colonne, e sta sotto il complesso del palazzo d Antioco. Nacque nel IV° secolo, dimenticata e riscoperta nel corso del 1600, poteva contenere 40.000 metri cubi d’acqua. Oggi è un luogo assai suggestivo da vedere: le alte colonne bizantine affondano nelle acque cristalline che illuminano la semioscurità. Grande, si estende per 3640 metri quadri e oggi ospita alcune istallazioni in vetro sospese sull’acqua.
Da Istanbul la nave si rigetta nell’Egeo, tocca Corfù e quindi rientra a Bari da dove si era partiti. Fine del viaggio, valige chiuse, si scende sulla terraferma. Questa volta per sempre.
Infoutili
La crociera invernale a Bordo della MSC Sinfonia, ha la durata di 7 notti, con imbarco e arrivo al porto di
Bari. In andata l’itinerario prevede come prima tappa Atene, poi Smirne e Istanbul. Il Ritorno da Istanbul
fino a Corfù e arrivo a Bari. Nel periodo invernale il costo a persona con tariffa All Inclusive, si aggira attorno
alle 500 euro a persona in cabina interna. Sono compresi in questa cifra tutti pasti, l’utilizzo di palestra e
piscina e il kids Club oltre agli spettacoli serali nel Teatro della Nave.
Le escursioni dai porti di attracco alle attrazioni delle vicinanze, si pagano a parte.
Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com









































