La Puglia sottosopra

Un viaggio nel tempo tra cielo e pietra, luce, flutti e memoria. E’ la Puglia interna, che si disvela all’occhio attento del visitatore che va scoprendo antiche cittadine come Castellana e Gravina di Puglia, Laterza e Ginosa.

Puglia-Gravina-di-Puglia
Puglia-Gravina di Puglia_Foto by Voicesearch.travel

C’è una Puglia che c’è ma non si vede, che c’è ma non si conosce, che palpita ma non si disvela al primo sguardo. Ci chiede di attraversarla come un sogno diurno che, all’alba ti prende per mano e, al calar della notte, restituisce alle coltri con occhi diversi i quali poi, chiudendosi nel sonno, si riaprono nuovamente, spalancati sul mondo interiore, per un novello trasognar sui luoghi vissuti, questa volta notturno.

Andar vagando con la mente, sottosopra, in aria, via terra e per mare, tra viscere e gravine, flutti e brezza in quota, immersi nei profumi di selvaggia e rara flora, sospinti da vento salino. Un viaggio raffinato, colto, coinvolgente e sorprendente.

Un itinerario denso, quasi a perdifiato, che ci ha consentito di squarciare il velo sulla vita e la personalità di alcune cittadine del barese di antica storia, in particolare Castellana e Gravina di Puglia, ma anche Laterza e Ginosa in provincia di Taranto, queste ultime parte integrante del parco naturale regionale Terra delle Gravine.

Arrivo in Puglia: cena al Vecchio Frantoio di Laterza

Arrivo alla sera del giovedì e cena al ristorante di Laterza Il Vecchio Frantoio. Esterni bellissimi, cibo buono e genuino: in particolare ondate di antipasti, fave e cicoria in crosta di pane e tagliata. Indirizzo consigliatissimo. Pernotto al comodo Iris Bed & Breakfast.

 Un’alba che prende il volo

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Puglia-Pranzo-sulla-terrazza-de-Il-Casale_Gravina-di-Ginosa_Foto-by-Voicesearch.travel.jpg

Tra i silenzi e le prime luci dell’alba a Ginosa, da un campo, spicchiamo il volo con la mongolfiera di Mongolfiere al Sud Italia. L’aria è ferma, trasmette un senso di immobilità nello spazio ma, senza sforzo e inavvertitamente, saliamo in quota sorvolando  Ginosa e Laterza.

Dall’alto appaiono perfettamente visibili i solchi profondi delle gravine che lambiscono gli abitati, spaccature del suolo di origine carsica nell’altopiano delle Murge. Un paesaggio ancestrale, scolpito e cristallizzato nel tempo che, con parole mute rivolte verso il cielo sembra volerci parlare dei suoi segreti innominati, quasi fosse un antico manoscritto geologico.

 
 
 
 
 
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Dopo circa un’ora di placido sorvolo del territorio verde e scosceso atterriamo a Laterza vicino a un allevamento di mucche le quali, sorprese e spaventate dalla visione colorata e imponente della mongolfiera,  si rifugiano correndo sotto i loro capannoni.

Le gravine, l’oasi LIPU, la chiesa rupestre di San Vito

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Puglia-Fondazione-Santomasi_Affreschi-che-decoravano-le-pareti-della-Cripta-rupestre-detta-di-San-Vito-Vecchio-a-Gravina-risalenti-alla-fine-del-XIII-secolo.jpg

Stringiamo la mano al pilota Francesco Ruggieri che ci ha riportati sulla terra sani e salvi e, dopo averlo salutato, riprendiamo il percorso con le jeep di Explovery soffermandoci all’Oasi Lipu Gravina di Laterza.

Percorrendo un sentiero semplice e profumato arriviamo a un punto panoramico sorprendente: uno squarcio nella terra profondo e boscato a vari livelli, popolato da lecci e da rara avifauna, tra cui l’avvoltoio capovaccaio e il falco grillaio. L’Oasi Lipu organizza anche seminari e visite per scoprire la bellezza di un ecosistema fragile e bisognoso di protezione.

Breve stop alla vicina chiesa rupestre di San Vito, quasi appesa sul ciglio del canyon, e colazione in terrazza presso l’albergo diffuso “Il Casale”. Il luogo è particolare e silenzioso con uno splendido affaccio sulle case-grotta e sul letto dell’antico fiume della Gravina. Le camere sono interessanti, ben curate e originali.

 
 
 
 
 
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Pranzo all’Agriturismo Il Praedio della Reale

Nemmeno il tempo di finire il caffè sulla terrazza  che ci ritroviamo come d’incanto attovagliati per un “light lunch” presso l’ameno Agriturismo  Il Praedio della Reale (clicca qui per leggere la recensione su Google Maps).

Lo chef è Domenico Castria, laureato in scienze e tecnologie alimentari e selezionatore di oli. Il ristorante, da 30 anni appartenente alla famiglia dello chef, fa parte dell’Alleanza Slow Food dei cuochi ed è noto per i suoi piatti genuini. Cibo ottimo ed eccellenti orecchiette al sugo di pomodoro.

Visita a Gravina di Puglia


Nel primo pomeriggio visita lampo a Gravina in Puglia, antichissimo insediamento già abitato dal Paleolitico. In pieno Parco Nazionale dell’Alta Murgia, la città –  attraversata e impreziosita nei secoli da culture e  popoli diversi, tra cui  greci, romani, barbari, normanni, svevi, angioini, successivamente evangelizzata da vari ordini monastici e poi, per quattrocento anni, governata dagli Orsini di Roma che diedero i natali a un papa, Benedetto XIII –  vanta grandi bellezze, tra cui lo strepitoso ponte dell’Acquedotto, location cinematografica amata anche dall’agente segreto 007.

Alta 37 metri, lunga 90 e larga 5,5 metri, la struttura, probabilmente edificata nel seicento e ricostruita nel settecento dagli Orsini a seguito di un terremoto, collega, scavalcando un irto e verdissimo crepaccio scavato nella roccia calcare, le due sponde del torrente Gravina. Fu realizzata per permettere ai fedeli di attraversare il corso d’acqua sottostante e di raggiungere la chiesetta della Madonna della Stella e la zona della necropoli che va sotto il nome di “area del Padre Eterno”.

Nel centro si respira un clima storico e architettonico profondo e vero, un’antica anima urbana che chiede di essere osservata e ammirata  con grazia e rispetto. Lo percorriamo insieme all’Assessore alla cultura, Maria Schinco, che ci accompagna alla cattedrale, nella piazza principale e alla Fondazione Santomasi al cui piano terra si possono ammirare affreschi che decoravano le pareti della Cripta rupestre detta di San Vito Vecchio a Gravina risalenti alla fine del XIII secolo.

L’ecoresort Metamare di Sante Radogna

Da Gravina in Puglia ci spostiamo sulla costa, a Mola di Bari.  Scendiamo al Metamare, un resort peculiare che, già nel nome, esprime un concetto di trasformazione.

Non a caso la struttura era  nata come un opificio oleario, un sansificio altamente inquinante. Dopo dodici anni di faticosa bonifica, l’orrore ha lasciato spazio allo sbocciar di un fiore, un hotel eco-lusso sobrio e sostenibile, affacciato sul mare e realizzato con biomattoni, sulla base non solo di un progetto architettonico originale e ben realizzato, ma anche di una concezione filosofica del mondo, delle persone e delle cose che affonda le radici in aspetti olistici di matrice non occidentale.   

Un esempio virtuoso di rigenerazione edilizia, di riscatto del territorio, di connessione tra persone e idee e di visione trasversale firmata da Sante Radogna, imprenditore di spessore e poeta, impegnato nel turismo esperienziale in Puglia e titolare anche della Masseria Sanrà.

L’hotel-ristorante Grotta Palazzese: un concept immerso nel lusso

Nel tardo pomeriggio arrivo a Polignano a Mare. L’esperienza prevede la scoperta dell’Hotel ristorante Grotta Palazzese, uno straordinario Concept Hotel che prevede una serie di lussuose suite e alcuni ristoranti su livelli diversi, tra cui in particolare lo scenografico Grotta Palazzese, a picco sul mare, attraversato dalle rondini e appeso sull’acqua.

L’ultimo piano dell’edificio ospitava invece la Maison Ruggieri, gestita per alcuni mesi  dallo chef di origine pugliese Martino Ruggieri. Martino, formato nelle più grandi maison internazionali e con due stelle Michelin sulla giubba, vive un rapporto speciale con Parigi, città che lo ha riaccolto recentemente.

Non tutti hanno la consapevolezza che la professione di uno chef di grido assume forme difficili da immaginare, quasi “napoleoniche” per internazionalità, linee strategiche e problemi da risolvere.

Una pizzeria con una marcia in più

A chiudere la giornata, una cena divinamente semplice presso la Pizzeria 70042, nel cuore di Mola di Bari, dove l’alta qualità e l’eccellenza delle materie prime è vissuta con assoluta nonchalance, in mezzo a famiglie, coppie e comitive di amici.

Castellana Grotte, il palazzo comunale, le chiese e un assaggio alle grotte


Puglia-Aperitivo-nelle-Grotte-di-Castellana

Puglia-Aperitivo-nelle-Grotte-di-Castellana

Il sabato a Castellana Grotte si apre con una visita al Palazzo comunale, già galleria delle opere di Sergio Niccolò De Bellis e sede di iniziative culturali.  A seguire, dapprima la Chiesa di San Francesco che ospita le opere di fra’ Principino, frate artista e visionario settecentesco, la Chiesa del Purgatorio e la Chiesa Madre di San Leone Magno, quest’ultima edificata con impianto romanico e interni barocchi.

 
 
 
 
 
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Nel corso della mattinata discesa nelle Grotte di Castellana, attraverso la formula Speleonight,. Bandita la luce artificiale si entra con caschetto e torcia, avvolti dal silenzio primordiale delle viscere carsiche. Gocce d’acqua che scandiscono i secoli, concrezioni come ricami di pietra, figure che sembrano partorite dalla mente di uno scultore onirico.

La visita si conclude con una degustazione “underground” di vini Terre Carsiche, una piccola celebrazione dei frutti della superficie, dopo lo sguardo sui giardini pietrificati del sottosuolo.

Il Trullo Otium

L’esperienza enogastronomica prosegue nella cornice rustico-elegante del Trullo Otium, dove una danza corale di mozzarelle freschissime, pomodorini deliziosi, rosé di classe e fragranti panzerotti raccontano il volto profondo della Puglia rurale anche grazio ai prodotti offerti dal Caseificio Artigiana, realtà di eccellenza tra le più premiate  in Italia e caratterizzata dalla straordinaria qualità dei suoi prodotti.

 
 
 
 
 
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La responsabile Marketing Grazia D’Ambruoso, dinamica e giovanissima manager, ci accoglie con grande gentilezza. Nel corso del pranzo riusciamo a cogliere aspetti degli orizzonti internazionali di una azienda in grande sviluppo che non può che rendere orgogliosi l’intero comparto tricolore.

Passeggiata a Castellana con le Badesse

Poi, nel primo pomeriggio andiamo a  “flâner” tra le viuzze del centro storico di Castellana alla scoperta di un progetto di arredo urbano chiamato “Porte delle Badesse”, un tributo artistico e narrativo alla memoria delle monache benedettine le quali, un tempo, abitavano il luogo disponendo di un notevole potere rispetto ai maggiorenti maschili.

Assistiamo anche al trailer dello spettacolo storico “Abbatissae”, curato dall’Associazione teatrale Grocà, che riporta in scena, con costumi e piglio storico, le voci perdute del passato monastico.

Il percorso si conclude con Libervìa, un viaggio a cielo aperto tra i murales della città: opere pittoriche che trasformano i muri cittadini in pagine visive di racconto, colore e denuncia sociale.

Cena all’Osteria Grotta Bianca

Dopo una breve sosta in hotel, cena all’Osteria Grotta Bianca. Piatti curati e cucina di territorio in un ambiente accogliente in compagnia di Enrico Romita, il regista dello spettacolo notturno che ci accingiamo ad assistere da lì a poco.

Lo spettacolo “Hell in the Cave”

Il gran finale della giornata si consuma proprio nel ventre della terra, nella prima grotta del percorso, “la Grave”, sormontata da una apertura circolare da dove fanno capolino le stelle. “Hell in the Cave”, è uno spettacolo che lascia attoniti. L’inferno dantesco come rappresentazione veramente immersiva che travalica di gran lunga la dimensione teatrale.

Luci, suoni, acrobazie e movimenti di corpi conducono negli abissi immaginati dal Poeta riuscendo a trasmettere a pelle e in un contesto strepitoso il pathos evocato dal Doré nelle sue celebri illustrazioni.

 
 
 
 
 
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Il sacro all’insegna dell’”Ora et Labora”

La domenica mattina visita al Santuario Convento Maria Santissima della Vetrana. La chiesa e il chiostro custodiscono non solo arte e architettura, ma anche il senso di una devozione popolare profonda e autentica, che affonda le sue radici nella storia di una comunità grata alla Madonna della Vetrana per aver posto fine alla peste nel XVII secolo.

Ripartiamo per una breve ma interessante tappa presso il Monastero dell’Immacolata dove alcune suore benedettine, circondate da un po’ di terra, portano avanti tradizioni secolari, realizzando miracolosi preparati all’aloe, marmellate, dolcetti e limoncello secondo antiche ricette. Un momento intimo e familiare, un istante di raccoglimento fuori dal tempo ascoltando i ritmi delle monache e delle loro giornate.

La Trattoria Il Casalicchio a Castellana

Gran finale presso la Trattoria Il Casalicchio a Castellana, preceduto da uno show-cooking sull’Impanata, un piatto contadino di antica tradizione pugliese composte da cicorie selvatiche, purea di fave, pane locale raffermo, olio di oliva extra-vergine e sale.

 
 
 
 
 
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Ancora una volta la Puglia si conferma, prima ancora che luogo geografico, spazio emotivo, paesaggio dell’anima, occasione di connessione. Un viaggio sottosopra, certo, ma anche dentro e oltre, dove la propria unicità combinata al desiderio di conoscenza si incontrano sorridenti con gli elementi naturali, storici e culturali che caratterizzano una delle regioni più belle d’Italia la quale peraltro esige di essere mantenuta e tutelata nelle sue forme originali, senza derive per compiacere stranieri, mega-profitti e mercato.

Testo di Andrea Scotto e Francesca Barbarancia Foto Voicesearch.travel|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com