Alberi superstar

Cipresso di Montezuma, Messico

Alzi la mano chi non avverte un profondo senso disagio nell’assistere al taglio di un albero. Più l’albero è imponente (addirittura una gioia osservarlo, chiedendosi quanti anni abbia, quanto sia alto, eccetera) più il disagio vira verso la rabbia e la riprovazione. Oggi pare che le cose siano migliorate, sotto questo aspetto. L’amore per il verde e la natura, una maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle risorse naturali, il rispetto per i ‘regali’ botanici della terra, ci hanno reso migliori. In altre parole, la proposta della settimana è un piccolo premio che ci siamo meritati. Quello cioè di conoscere – pochi esempi presi tra i migliaia possibili – quali siano gli alberi superstar, veri figli della ‘storia’. Cominciamo da quello più grande del mondo. La foto mostra una sequoia alta 84 metri, pesante quasi 5.500 tonnellate, che vanta alla base una circonferenza di circa 31 metri. L’hanno chiamata Sequoia Generale Sherman, in onore del celebre generale della Guerra di Secessione; si trova in California e pare abbia un’età compresa fra i 2300 e i 2700 anni. Più giovane comunque del Pino Matusalemme, anch’esso californiano, che supera i 4700 anni d’età! Sono tanti i big tree di questo Stato, alcuni dei quali raggiungono i 130 metri d’altezza, secondi solo agli Eucalipti d’Australia, che possono arrivare a toccare i 150 metri e le cui foglie sono la fonte di cibo preferita dai simpatici koala. In fatto di ‘giganti’ arborei non è da meno il Cipresso di Montezuma o ‘Árbol del Tule’ perché situato nei pressi della chiesa di Santa Maria del Tule, nello stato messicano di Oaxaca. Gli abitanti del luogo ritengono sia stato piantato da un sacerdote azteco ben 2000 anni fa. Notevole (e famosa) è anche la Quercia di Abramo prossima a Hebron, in Cisgiordania, anch’essa vecchia di migliaia di anni.

Olivastro di S'Ozzastru, Sardegna

Gli alberi d’Italia – storici e imponenti – fanno la loro bella figura, comunque. Il più grande fra quelli di casa nostra, con tutta probabilità anche dell’intera Europa, si trova nel comune di Sant’Alfio, in provincia di Catania. È detto il Castagno dei Cento Cavalli. È vecchio di 3000 anni, alto 22 metri e la circonferenza totale raggiunge i 52 metri. Dato che siamo nel sud della penisola, vediamo quali altri alberi si caratterizzano per la loro bellezza. Un olivo in piena attività, malgrado i suoi 2000 anni di vita, è l’Olivone di Canneto, chioma e tronco impressionanti, situato nel comune di Fara Sabina (Rieti). Altro olivo notevole è il S’Ozzastru di San Baltolu, un olivastro selvatico della Gallura, cresciuto 3400 anni fa tra i sughereti. Poi ci sono gli alberi più studiati d’Italia. Sono i Cipressi della Poesia di Castagneto Carducci (Livorno) immortalati dal poeta; circa 2500 fusti distribuiti su due filari, piantati nel 1841. Tutto sommato giovane (ha solo 600 anni!) è poi la Quercia delle Streghe di Capannori (Lucca). I rami si presentano orizzontali a formare un grande ‘palco’ e per tale ragione (vox populi) in grado di ospitare i riposi notturni delle streghe. È stato riconosciuto monumento nazionale dalla Consulta Tecnica.

Spostandoci al nord, ecco un albero famoso: è il Tiglio di Sant’Orso, simbolo di Aosta. Secondo la leggenda, lo spazio sottostante l’imponente albero era il luogo d’incontro del consiglio degli anziani e fungeva anche da tribunale per l’intera valle. Poi c’è la Sequoia del Parco Burcina in quel di Pollone (Biella). Raggiunge ‘solo’ i 50 metri d’altezza e non è paragonabile ai colossi californiani. Sempre di origini americane è al contrario il Liriodendro di Villa Besana di Sirtori (Lecco). È il più alto albero italiano (52 metri) di questa specie, importato dall’America come pianta ornamentale. Spostandosi nel Trentino e nell’Alto Adige, due provincie estremamente ‘verdi’ (oltre 60 milioni di piante) possiamo ammirare il Pino Re Leone della Val di Fiemme, oltre ai Gemelli di Cavaia, alti una cinquantina di metri. Due abeti talmente belli che non verranno mai utilizzati come i loro fratelli minori; è risaputo infatti che il legno dell’abete è il migliore possibile per la fabbricazione dei violini. Finiamo la scorribanda tra i Larici della Val d’Ultimo. Inserita nel Parco Nazionale dello Stelvio, Santa Geltrude è in provincia di Bolzano. I larici si trovano a quasi 1500 metri d’altitudine. Di un antico bosco, sono solo tre gli alberi sopravvissuti. Il quarto venne sradicato da terra da una spaventosa bufera negli anni Trenta del secolo scorso. Il tronco aveva ben 2200 anelli. L’età del colosso caduto.

del ‘Columnist’ Federico Formignani | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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