L’allegra Italia del ‘dopo Elezioni’

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Non c’è molto da essere allegri, a essere sinceri. Anzi, mi sento un po’ triste e decisamente imbarazzato per aver azzeccato – perfetto Carneade della politica quale mi reputo – tutte le previsioni con tanto di ‘Ordalie’ (pene corporali) contemplate. Il 2 marzo scorso, un venerdì, esattamente dieci Libertas Dicendi fa (numero 153) scrivevo a proposito delle Elezioni Politiche che avremmo tutti affrontato due giorni dopo (domenica 4 marzo):

 Ordalia della croce – Prova per i due leader che hanno avuto più voti. Mettersi a braccia alzate davanti a una croce. Quello che resiste più a lungo, diventa Primo Ministro, se piace a Mattarella.

È evidente che i due presunti leader non sono riusciti a combinare nulla di buono. Tra pretese di primariato, mancanza di fiducia reciproca, veti incrociati e sparati non tanto a salve ma con appropriati botti di risonanza e insulti vari, sono miseramente caduti in uno stallo che assomiglia tanto a una stalla, dalla quale sono scappati tutti i ‘possibili’ buoi. Al punto che il Presidente non ha nemmeno avuto il dubbio se il vincitore del duello rusticano avrebbe finito per piacergli, come mi ero permesso di prevedere. Dopo le reprimende del caso (ampiamente giustificate) Mattarella ha deciso di passare la palla a qualcuno che – senza pallottoliere – sappia far di conto per tenere sotto controllo quelli dell’Italia; sappia ‘parlare’ per affrontare i draghi del Consiglio d’Europa (fine giugno) e ‘rimandi’ a nuove riflessioni ed elezioni l’adozione di ‘proposte’ elettorali tipo Flat Tax (Lega, 100 miliardi di gettito fiscale in meno) e Reddito di Cittadinanza (5 Stelle, 15 miliardi di costi aggiuntivi). Ma sembra che i ‘numeri’ non interessino più di tanto. C’è sempre lo ‘Stellone’ Italia che ci protegge!

Sempre il 2 marzo (fosse proseguito il duello per il primariato) aggiungevo:

 Ordalia della bilancia – Una grossa stadera (bilancia) con due ‘piatti’: sul primo si colloca una Bibbia, sull’altro si siede il designato Primo Ministro che ha superato la prova della croce. Se i due piatti rimangono perlomeno in equilibrio, la legislatura andrà a gonfie vele. Se il piatto col primo Ministro crolla, Elezioni da rifare.

Non c’è stato equilibrio perché nessuno dei leader in pectore si è seduto sulla stadera; anzi, entrambi hanno impedito in ogni modo che l’avversario avesse la benché minima possibilità di successo. Ora, a gran voce, chiedono nuove, immediate elezioni; dimenticando che già dal mese di giugno, per non parlare del mese di luglio, la stragrande maggioranza degli italiani sarà con le chiappe al sole. Prospettiva tragica. Se la percentuale dei votanti ha sfiorato il 73%, con le spiagge in attività arriveremmo al 50%, se va bene. Mia conclusione del 2 marzo scorso:

 …e in questo deprecabile caso mi esento da nuove previsioni. Meglio ricorrere al Mago Otelma.

 Nemmeno il mago Otelma sarà però in grado di prevedere ‘tutti’ i guai che ci pioveranno addosso se non saremo in grado di destreggiarci al meglio tra impegni inderogabili interni e internazionali.

Rileggendo l’elenco delle Ordalie – un ammonimento che voleva essere scherzoso rivolto ai nostri politici più in vista – mi convinco sempre più che non sarebbe stato male ritornare al medioevo per rendere praticabili alcune delle coercizioni fisiche descritte. D’altra parte siamo sulla buona strada: gli episodi di violenza gratuita, di delinquenza e corruzione, di menefreghismo galoppante per il cosiddetto bene comune, rappresentano la tristissima quotidianità del nostro vivere: da un lato perennemente connesso e dall’altro moralmente dismesso.

del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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