
Socrate spiega che non esiste nulla meglio dell’amicizia, pur non riuscendo a capire come questo sentimento possa nascere. Non è collegabile all’amore, poiché un amore non corrisposto può al limite ingenerare persino odio. Prima ancora, era stato Omero a ricordare che “dio conduce sempre il simile verso il simile”; questo suggerirebbe che un uomo giusto non possa essere amico che di una persona che nutra i suoi stessi sentimenti; non potrebbe mai fare amicizia con una persona malvagia. Concetto inoppugnabile se non per il fatto che un’amicizia fra simili non dà alcun risultato pratico; se uno è già buono del suo, che se ne fa di un’altra bontà come la sua? Socrate va ancora più in là: forse aveva ragione Esiodo nel sostenere che si possa essere ostili nei confronti dei propri simili: per invidia, perché se ne teme la concorrenza avendo identiche posizioni mentali e comportamentali. Più logico che gli opposti si attraggano, conclude il filosofo greco: “il secco cerca l’umido, il freddo il caldo, il vuoto il pieno” anche se qualcosa di ambiguo permane; al punto che il giusto possa essere amico dell’ingiusto, tornando quindi ai dubbi di partenza.
“La vita non è niente senza l’amicizia”, sentenzia Cicerone; ma poi precisa che esistono due forme d’amicizia: la prima è quella fondata sulla virtus ed è caratterizzata dalla completa condivisione spirituale; la seconda è un’amicitia apparente; simile a quella vera ma che al contrario persegue l’utilitas, il tornaconto personale. In conclusione, chi aspira al bene e al bello non è in sé né buono né cattivo, poiché se possedesse già in sé il bene non desidererebbe di possederlo. Tuttavia, osserva ancora Socrate, gli uomini scelgono il bene perché vi è il male, e se il male non esistesse non avrebbe senso ricercare il bene. Certezze, dubbi, considerazioni antiche e attuali che possono aiutare a capire, nelle difficoltà sempre crescenti della vita di tutti i giorni, come sia profondamente vera l’asserzione di Aristotele: “l’antidoto per cinquanta nemici è un amico”. Per me, con una vita alle spalle disseminata di amici veri (pochi) e di falsi amici o fake friends per dirla in italiano corrente (molti), non resta che la ricerca costante di parole scelte con cura e offerte in amicizia per dare a chi legge la sensazione di vivere uno scambio di vedute a due: confidenziale, partecipe, quindi decisamente amichevole. Questa rubrica settimanale, attiva dal novembre del 2014 e giunta oggi al numero 200, è nata per amicizia e sull’amicizia di chi legge vuole continuare a far leva.
del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com














































