
Chissà quante migliaia di anni fa, le terre finniche sono nate da ghiacciai di proporzioni bibliche: quelli prossimi al Polo che oggi, purtroppo, tendono a sciogliersi. Solo così si spiega il panorama incredibilmente ricco di acque che contraddistingue la Finlandia. Al posto dei ghiacci, acqua, dunque; e a ricoprire lo zoccolo roccioso più antico della terra, una varietà di erbe e di piante che rappresenta la vera ricchezza della nazione; una ricchezza che è in primo luogo spirituale e solo dopo “anche” materiale. Togliete a un finlandese la foresta e si sentirà nudo, in ogni senso. Mi è stato spiegato che per un finnico la foresta è “un’entità multi dimensionale che comprende antiche credenze, folclore e vita moderna”. Ad ogni modo non viene mai meno, in ogni cittadino finlandese, quel rapporto istintivo e insieme misterioso che lo lega fin dalla prima infanzia – ed è un amore che durerà tutta la vita – al verde intenso dei suoi boschi, al grigio-azzurro cangiante dei suoi laghi.
I finlandesi, specie quelli della capitale, vanno matti per i mercatini. Ce ne sono un po’ dappertutto, in particolare con la bella stagione, che da queste parti non dura a lungo. In una grande piazza prossima al porto, sono allineate decine di bancarelle che offrono di tutto: giochini di plastica e legno anni-cinquanta, tessuti, oggetti d’uso domestico, vasi e bicchieri di vetro, teli colorati e foulard, scarpe e scarpine per bambini, più oggetti vari d’antiquariato perlomeno dubbio. La mia attenzione è però attratta da una bancarella (e dalla proprietaria che la gestisce) che offre una gamma infinita di spille, medaglie, monete, quasi tutte di provenienza ex Unione Sovietica. San Pietroburgo non è poi così lontana e il “rifornimento” – spiega la donna minuta in un ottimo inglese – è operazione semplice ed efficace. Indossa, la donnina, una specie di palandrana leggera color senape spenta, guanti di lana che le lasciano scoperte le dita, una sciarpa di tulle color cremisi e un berretto floscio dal colore indefinibile; fuma in continuazione e quando ride mostra una bocca di denti cariati e spezzettati. Venditrice ambulante non è il suo mestiere; è infatti un’attrice che recita in Finlandia e in Russia con una compagnia di dilettanti che si sposta di qua e di là, a seconda degli occasionali ingaggi. Tra un viaggio e l’altro, raccoglie oggettini ricordo che mette in vendita a Helsinki. Compero due medagliette color rosso fuoco, che al centro hanno la testa pelata di Lenin, questa di un bel giallo-oro, con le scritte in caratteri cirillici. Ho pensato che fosse un omaggio dovuto al grande Orso Russo, non più nemico storico della vicina Finlandia.
Libertas Dicendi n°221 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com














































