Dicono di noi…

dal “Columnist”  Federico Formignani

Il ‘noi’ di cui si parla sono gli Europei, disseminati su un continente dalle molte lingue, dalle radicate abitudini di vita tra loro differenti, dai tanti paesi grandi e piccoli densamente popolati. Tutti, chi più chi meno, preda di immutabili ‘luoghi comuni’ che ci occupano la testa sin da piccoli; col passare degli anni questi pensieri divengono convinzioni, pregiudizi forti come l’acciaio e poco si fa, va detto, perché il ragionamento e il buon senso prevalgano. Anzi, nella maggior parte dei casi si fa a gara per irrobustirli, coltivandoli appena ce ne viene offerta l’opportunità. È per questo motivo che la geografia degli italiani trova il modo di ‘bollare’ i connazionali sparsi lungo lo stivale e gli stranieri degli altri paesi, trovando, per ciascuno di essi, tutti i possibili difetti che si tramandano, appunto, nei più comici, inverosimili e talvolta feroci pregiudizi. Secondo gli americani l’Italia è la terra  dei Godfathers (padrini); per gli inglesi siamo un paese abitato da tanned men with grey hair (uomini abbronzati dai capelli grigi). I tedeschi bollano la penisola come la terra della ‘pizza e dei musei’, mentre per i francesi siamo un popolo ‘rumoroso e amichevole’. E noi come vediamo il nostro paese? Diviso in due: ‘Repubblica Italiana’ dal nord a Roma; ‘Etiopia’ tutto il sud e ‘Somalia’ la Sicilia. I ‘terroni’, che chiamano ‘polentoni’ quelli del nord, non se la prendano troppo!

Naturalmente le ‘definizioni’ si incrociano; tutti si impegnano nell’etichettare gli altri, esibendo un festival di parole talvolta banali e scontate, ma non di rado simpatiche e originali. Vediamo alcuni di tali sforzi ‘creativi’: quelli di americani e inglesi. Negli States, giudicano come buffer zone (zona cuscinetto) i paesi baltici, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l’Ungheria, un tempo terre comprese nella sfera del grande orso russo. Trattano male gli olandesi (sodomiti) e i tedeschi (sporcaccioni porno); Romania e Bulgaria sono le terre di ‘Dracula’, mentre l’Albania e l’ex Jugoslavia sono aree da ‘film dell’orrore’. Non se la cavano meglio i francesi, definiti smelly people (gente maleodorante). Il Belgio è il paese della ‘cioccolata’, la Svizzera è una terra cash (soldi, cassaforte) e l’Austria quello delle ‘torte di mele’; gli inglesi sono mummy (mammoni), la Grecia è democracy (culla della democrazia) anche se in crisi. Dell’Italia si è detto; completano i pregiudizi americani il Portogallo (Brazil) e la Spagna (Mexico) per chiare eredità di passate conquiste. Agli americani, uniamo ora gli inglesi. Per cominciare, ritengono che i vicini irlandesi siano tutti rascals (furfanti); giudicano la Grecia il posto delle ‘statue’, mentre la Romania è quello degli ‘immigranti’. La ‘cioccolata’ è riserbata agli svizzeri e l’Austria è il luogo delle ‘torte’. In Olanda ci sono le ‘droghe’ e in centro Europa la ‘birra’. I tedeschi (ancora!) sono amanti della pornografia spinta, mentre in Spagna e in Portogallo (sunscreen required) occorre proteggersi dal sole eccessivo. Simpatica, infine,  la definizione che gli inglesi danno del loro paese: semi-united  kingdom (regno unito a metà) probabilmente pensando agli irrequieti scozzesi.

Finiamo la carrellata con tedeschi, francesi e italiani. Per i tedeschi l’Islanda è la terra dei geysers, l’Irlanda quella del whiskey e in Belgio non mangiano che waffles (focacce, cialde). Naturalmente in Danimarca ci sono i ‘vichinghi’ e in Norvegia ‘piove troppo’, mentre la Svezia è identificata con l’Ikea e la Polonia con i vegetables (verdure). La fantasia di quelli che noi chiamiamo ‘crucchi’ non vola molto alto, per la verità: in Svizzera c’è il ‘cioccolato’, in Austria la ‘bistecca impanata’, in Ungheria il goulash. La Francia è il paese della Tour Eiffel e da noi ci sono la pizza e i musei. Alberghi a buon mercato si trovano in Spagna e Grecia, mentre il loro stesso paese è diviso in due: i ‘proletari’ pullulano nell’ex Germania Est, mentre tutto il resto del paese è una grande sparkasse (cassa di risparmio), altrimenti definibile come ‘bancomat’! Eccoci ai francesi. La grande Russia è ‘Napoleón’ (evviva la ‘grandeur’!); i ‘migliori amici’ si trovano in Germania e gli ‘idraulici’ abitano in Polonia; l’Ungheria è la terra di ‘Sarkó’, ma i rumeni sono i ‘fratelli poveri’. I greci vengono definiti ‘gente rumorosa e capellona’ mentre noi siamo sempre ‘rumorosi’, ma anche ‘amichevoli’. Le ‘tribù baltiche’ sono Estonia, Lettonia e Lituania e i ‘danzatori di flamenco’ si trovano in Spagna. La Svizzera, da ultimo, viene identificata come ‘mezza Francia’! Poche le annotazioni finali per i giudizi degli Italiani. Svezia: la terra della Volvo; Polonia: lo Stato Papale; Spagna: dove si parlano i dialetti italiani!; Svizzera: uguale a ‘orologi;’ Grecia: uguale a ‘Bisanzio’. Di come ci vediamo noi stessi è già stato detto. ? ff

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