Quando la Lingua va in vacanza

Non solo la nostra, di Lingua, ma tutte quelle del mondo. Esistono modi di dire, espressioni o locuzioni idiomatiche, che abbinano più parole dal chiaro significato se prese singolarmente, ma che, una volta messe insieme, formano una frase compiuta che vuole dire tutt’altro; e non è detto che la nuova frase sia in sintonia con il significato originale delle parole che la compongono. Alcuni esempi di casa nostra: essere al verde, vuotare il sacco, prendere un granchio, tirare le cuoia, essere alla frutta, non sapere che pesci pigliare e (famosissimo in ambito sportivo) fare il biscotto, ovverosia truccare una gara o altro, mettersi d’accordo. Quelli proposti – ce ne sono a centinaia – sono conosciuti e capiti da tutti gli italiani. La stessa cosa avviene per le locuzioni e i modi di dire usati nei vari Paesi della terra.

Inghilterra

Lingue e culture diverse hanno sviluppato nel tempo una personale fraseologia – per tutti comprensibile – in funzione di eredità linguistiche storiche, di adattamenti semantici che appartengono in toto alle esperienze di vita e all’evolversi della società di ciascuna nazione. Non è escluso che alcune espressioni siano nate per puro divertissement culturale, ma certo non da persone che in casa loro applicano la regola giapponese del sundoku (acquistare libri e metterli sugli scaffali senza averli mai letti). Il mondo è pieno di gente che è tutto pollici e dita, come giudicano in Inghilterra chi è imbranato e fa pasticci o, peggio ancora, soffia paperette (dice stupidaggini o racconta bugie) come sostengono in Lettonia. Meglio quindi, anche nell’esercizio quotidiano del parlare, mangiare un cane; così dicendo in Russia indicano chi svolge bene la mansione che gli è stata affidata; gli sarà in tal modo facile sperimentare quello che i persiani chiamano tiám: lo scintillio negli occhi dell’altro che ha capito tutto al primo sguardo.

Giappone

La scoperta di alcune frasi impiegate in altre nazioni, riserba non poche sorprese. A cominciare dalla tavola, dal cibo. I tedeschi dicono: è là che balla l’orso! indispensabile quindi trovarsi nel posto esatto dove la festa ha luogo che, nel medioevo, era la piazza dove gli animali si esibivano. Poi, come affermano i giapponesi che apprezzano il cibo che viene loro dato, si può esclamare: le mie guance stanno cadendo (questo cibo è ottimo!); alla fine, per attestare che siamo sazi e felici, lo possiamo dire in modi diversi: bere acqua nuotando (Indonesia); pattinare su un panino ai gamberi (Svezia) e stare in groppa a un maiale (Irlanda). Poi ci sono i comportamenti, gli stati d’animo. In Finlandia gironzolare come un gatto attorno al porridge fumante è frase tipica di chi è curioso di sapere qualcosa, vorrebbe agire ma è costretto a trattenersi dalle convenzioni sociali. Come fare? Rimanere come gli inglesi freddo come un cetriolo (calmo, rilassato) oppure mettersi un gatto in testa (fingersi innocenti, addirittura dolci) come fanno in Giappone; disdicevole legare un orso a qualcuno (prenderlo in giro) esercizio in uso fra i tedeschi o, peggio, farsi beccare con la barba nella buca delle lettere, curiosa espressione norvegese di chi è colto con le mani nel sacco, tanto da sentirsi come un polpo in un garage, detto spagnolo di chi prova imbarazzo per qualcosa di mal fatto. Alla fine, può anche succedere si debba rompere il digiuno con una cipolla (ottenere meno di quello che si aspetta) come paventano gli arabi, o aver la faccia blu come in Inghilterra; vale a dire sentirsi stressato, stanco, dopo numerosi tentativi infruttuosi.

Polonia

Se è vero, come è vero, che anche le scimmie cadono dagli alberi (a tutti capita di sbagliare, commettere errori) come sostengono in Giappone, mentre in Brasile è possibile scoprire che il caimano nuota a dorso tra i piranha (per proteggersi, perché in costante situazione di pericolo) è arrivato il momento – insieme agli inglesi – di affrontare la musica (assumersi le proprie responsabilità) e non comportarsi, come nel Tibet, dando una risposta verde a una domanda blu, frase che si imputa a chi risponde in maniera evasiva o persino ignora ciò di cui si parla. In difetto si rischia, come in Polonia, di mangiare la mostarda dopo pranzo (decidere troppo tardi per far qualcosa che è già successo) oppure di ingoiare un cammello (arrendersi, darsi per vinto) possibilità che persino i pragmatici norvegesi contemplano. Non è il caso, esercizio abituale in Serbia, tagliare le nuvole col naso, volendo dire che è inutile andare per il mondo in atteggiamento vanesio se non addirittura tronfio.

Svezia

È sufficiente, nei rapporti umani, non esagerare sfamando un mulo a Pan di Spagna come dicono in Portogallo, ovvero dando cose di valore o meriti particolari a chi non li merita. Si può, semplicemente, augurargli: rompiti collo e gambe. Sta per buona fortuna, salute; comune ai tedeschi e agli inglesi, che si limitano però alle sole gambe.

Libertas Dicendi n° 238 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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