Ferrara, la città medievale

Ferrara, la città sembra sospesa tra le nostalgie per il suo passato estense e la sua vocazione di polo culturale. Ma è solo perdendosi nei vicoli che si scoprono i segreti descritti da Bassani e raffigurati nei dipinti di Carrà e De Chirico.

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Il Castello Estense © Shutterstock

Ferrara è una città di visioni e di visionari. Esoterica, come i misteriosi affreschi del Salone dei Mesi che si trovano nell’elegante Palazzo Schifanoia costruito nel 1385 come “Delizia estense”. Il nome allude allo schifare la noia e sottolineare la sua funzione, presso la corte degli Este, di edificio destinato al riposo e allo svago.

Il corso va ampio e diritto

E poi? Sarà quella luce strana che sembra fissare il rosso del sole nei mattoni delle case patrizie, antiche e stupende. Sarà quel paesaggio astratto, da grande pianura che, seguendo Corso Ercole I d’Este, e andando nella direzione della Porta degli Angeli colpisce il turista. “Ampio, diritto come una spada lo descrive Giorgio Bassani l’autore del “Giardino dei Finzi-Contini” e degli “Occhiali d’Oro”.

Sarà la seduzione dell’arte perché questa è una città di pittori e registi, marchiata a fuoco dai dipinti metafisici di Carrà, Savinio, De Chirico e De Pisis come pure dal cinema di Michelangelo Antonioni e di Luchino Visconti. Tra le mura estensi volute da Ercole I d’Este, le più lunghe d’Europa, oltre nove chilometri tutti percorribili a piedi,  questa stessa atmosfera magica sembra giocare a rimpiattino con la razionalità.

La Ferrara “da cartolina” è un luogo che pare disegnato in ogni particolare da un architetto. Infatti, è stato così. L’architetto si chiamava Biagio Rossetti, ed era il “Renzo Piano” della situazione. Lo volle a corte Ercole I d’Este, dandogli l’incarico di curare l’espansione della sua coltissima e ricchissima capitale: nasce in questo modo la cosiddetta “addizione erculea”, primo grande esempio di urbanistica moderna.

Un architetto per una città ideale

Rossetti raddoppia gli spazi, facendo costruire una Ferrara rinascimentale che parte da quella medievale e in essa si rispecchia. Un piano esemplare, tuttora valido, che fece di Ferrara la prima città moderna d’Europa. Al centro della Ferrara viva di oggi, si trova  il Castello Estense, chiuso dalle acque del fossato che conserva intatto il suo aspetto di maniero da fiaba.

Gli aleggiano intorno spiriti illustri come quello del Tasso che vi dimorò a lungo, ospite degli Este, e i fantasmi di amanti sventurati, come la povera Parisina Malatesta, moglie di Nicolò III d’Este, che si innamorò di Ugo, suo figliastro e, per non aver resistito alla passione, fu decapitata con lui nei sotterranei.

La magnifica capitale degli Este

La città fu la raffinatissima corte degli Este e raggiunse il massimo splendore tra il 1471 e il 1505. Del periodo ducale la città conserva magnifiche testimonianze, come l’imponente Palazzo dei Diamanti, una splendida costruzione che deve il suo nome ai dodicimila blocchetti di marmo perfettamente sfaccettati a diamante che rivestono le pareti esterne.

Il portale ornato di sculture, il balconcino e le candelabre degli spigoli spezzano l’uniformità delle pareti bugnate. Fu progettato tra ‘400 e ‘500 dall’architetto-urbanista Biagio Rossetti. L’edifico è oggi la sede della Pinacoteca Nazionale e accoglie importanti esposizioni d’arte.

Grandi mostre in arrivo

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Il Palazzo dei Diamanti © Shutterstock

A questo proposito, il Palazzo si prepara ad accogliere una mostra straordinaria che celebra lo splendore della Belle Époque attraverso le opere di due giganti dell’arte: Alphonse Mucha e Giovanni Boldini. Dal 22 Marzo al 20 Luglio prossimo, i visitatori potranno immergersi nell’atmosfera vibrante della Parigi “fin de siècle”, tra capolavori che raccontano lo spirito di un’epoca caratterizzata da eleganza, innovazione e sogni di modernità.

Questo a conferma dell’aspirazione  della città emiliana a diventare centro culturale di ampio respiro. Una scommessa sicuramente vincente.

Risale all’inizio del XII secolo la Cattedrale di San Giorgio, massimo monumento della Ferrara medievale. Sul fianco della Chiesa c’è la Loggia dei Merciai, con negozi e botteghe. Il campanile è attribuito a Leon Battista Alberti. E poi? C’è la Ferrara segreta dei cortili e delle case antiche, di via delle Erbe e di via delle Vigne, la strada che porta al cimitero ebraico e che si dipana nel verde quasi irreale di una campagna a due passi dal centro.

Info utili

inferrara.it

E proprio in via Vigne, 34 si trova “Villa Horti della Fasanara”, un Luxury Boutique Hotel, una dimora storica immersa nel verde, circondata da un incantevole parco di quasi 10.000 metri quadrati con alberi secolari.

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Villa Horti della Fasanara © Villa Horti della Fasanara

Soggiornare in una villa di lusso godendosi la totale privacy è la soluzione più piacevole e inoltre il sito è ottimo punto di partenza per andare alla scoperta delle bellezze del territorio. Villa Horti si trova all’interno di quella che un tempo era la riserva di caccia dei nobili Estensi, perfetta per un benefico soggiorno-relax, ma anche location perfetta per eventi (privati, aziendali o culturali), quali feste, ricevimenti, matrimoni, incontri di lavoro, degustazioni, cene di gala, serate a tema, presentazioni letterarie.

Un soggiorno speciale

I “plus” a disposizione dell’ospite? Iniziare la giornata con una colazione deliziosa. Uno staff eccellente. La posizione vicino al centro, lontano dal caos. Due camere matrimoniali e quattro eleganti suite con vista panoramica sul parco, dotate di tutte le comodità e impreziosite da romantici letti a baldacchino, soffitti a cassettoni e complementi di design, servizi con rilassante cromoterapia e doccia a vista, climatizzazione, mini bar, LED TV ed impianto di filodiffusione con possibilità di collegamento di lettore mp3 personale.

Ma non è tutto: all’interno della villa, immersa nel fascino della storia e della natura, di può ammirare una straordinaria collezione di opere dello scultore Sergio Zanni. Le sue statue, intrise di poetica e simbolismo, arricchiscono gli ambienti di Villa Horti della Fasana con un tocco di classe, creando un dialogo tra arte contemporanea e l’eleganza senza tempo della dimora.

Per concludere? Definita “la campagna dentro le mura rinascimentali di Ferrara”,la location, come detto, si trova all’interno di un’area unica nel suo genere, dove la natura e l’ingegneria urbana si fondono in un equilibrio perfetto. La struttura fu realizzata tra il 1493 e il 1505 sotto la guida dell’architetto di corte Biagio Rossetti, su volere del duca Ercole I d’Este, che intendeva non solo fortificare la città contro i potenziali attacchi veneziani, ma anche ampliare il respiro urbanistico della Ferrara rinascimentale, creando una città ideale dove bellezza e funzionalità convivessero.

www.hortidellafasanara.com

Testo di Stefania Bortolotti | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com