Thailandia verde

ECCO IL SUD


La provincia di Samut Songkram è poco conosciuta fuori dalla Thailandia, e questo ne fa un luogo particolarmente interessante e intatto. Il mare bagna queste terre senza riuscire però ad esserne il protagonista; infatti la vocazione qui è prevalentemente rurale e questi terreni fertili producono frutti e ortaggi per buona parte della popolazione Thai.

Per arrivare al centro più importante della zona, Mae Klong, si sale in carrozza alla stazione regionale di Bangkok Noi Tumburi. Il viaggio di circa 100 km è una specie di epopea: si parte alle 5,30 per arrivare alle 9, ma è molto bello e poetico: la campagna e le risaie che scorrono lente dal treno sono un vero spettacolo di luci e riflessi.

È l’arrivo alla stazione del villaggio però la cosa più interessante, perché il mercato del villaggio si tiene proprio sulle rotaie e all’arrivo del convoglio, decine e decine di venditori in pochi minuti chiudono gli ombrelli e ritirano le merci all’interno delle baracche per poi immediatamente riposizionarle appena i vagoni sono passati.


Lo spettacolo è d’altri tempi e sembra di assistere ad un vecchio film muto. Dedicate qualche ora alla visita del mercato di Mae Klong perché è un vero piacere di colori e profumi.

Il fiume regala invece un altro mercato, questa volta galleggiante, l’Amphawa Riverside Market. Una lunga teoria di lance tradizionali accoglie i colorati prodotti coltivati nella contea dalle contadine che sono anche le conduttrici delle barche e le venditrici delle merci.

La contrattazione e la vendita dei prodotti avviene dalla riva e le contadine non scendono mai dalle loro barche. C’è anche la barca-ristorante con tanto di cucina e fuoco, dove un abile signora prepara squisiti piatti thai cucinati al momento. Il mercato si svolge tre volte al mese secondo il calendario lunare.


Qui al sud si coltiva il cocco e le tante fattorie che ne curano le piantagioni sono luoghi assai interessanti da visitare. Del resto dal cocco deriva la melassa, ingrediente basilare della cucina thai: nelle piantagioni si può assistere all’intero processo che dal cocco arriva alla melassa.

I coltivatori di cocco salgono sugli alti fusti della pianta e ne raccolgono il prezioso nettare per poi bollirlo in grandi pentoloni all’interno di forni tradizionali a legna: il lungo processo porta ad una melassa morbida e marroncina che indurisce raffreddandosi in forme semisferiche.

Poi vengono stoccate e spedite al mercato di Bangkok dove serviranno per realizzare i gustosi dolci della cucina thai. Assaggiarlo ancora caldo è un piacere unico.

Se si fa visita alla comunità di Bang Phalp si scopre un frutto sconosciuto in occidente il pomelo, un specie di pompelmo gigante verde.


Questo frutto dissetante e dal sapore dolce è coltivato qui con tecniche agricole tradizionali senza additivi chimici e da il via ad una filiera di altri prodotti come profumi, saponi oli essenziali che si possono acquistare per pochi baht. Questa comunità è composta da varie fattorie consociate ognuna della quali propone diversi prodotti coltivati e un’attenzione particolare al visitatore, che viene accolto con la consueta ospitalità nazionale. Chiedete di farvi suonare il Saw, un tipico strumento a corda tradizionale.





Lungo la tradizionale “via del sale” vale la sosta la Salt learning School nelle saline, dove si possono vedere le varie fasi della produzione del sale marino e acquistare i prodotti direttamente in loco. Prodotti di bellezza particolari, come i sali per la pelle del corpo e per il viso.

Ancora nella zona di Ampawa è obbligatorio sostare al Wat Nai Klang, nel luogo di nascita di Re Rama II, dove si trova una tipica casa Thai tradizionale perfettamente conservata e visitabile, all’interno di una curatissimo giardino.

Proseguendo verso sud oltre Bangkok, si passa dalla provincia di Samut Songkram a quella di Phetchaburi, anch’essa a forte vocazione rurale. A Tambon Ban Thamrong si può ammirare una fattoria di palme altissime e spettacolari.


Tanom, il proprietario che ha piantato personalmente 19 anni fa questa piantagione, racconta tutto il procedimento per realizzare il prezioso zucchero di palma, ingrediente indispensabile e prezioso per alcune ricette di cucina thai, mentre il giovane figlio sale e scende con impressionante elasticità dalle altissime palme riportando a terra i cocchi. Anche qui il processo richiede un forno per la bollitura e trasformazione della preziosa melassa che diventa un prelibato miele.

Per finire in bellezza, bisogna spingersi alla Wildlife Friends Foundation, creata in questa provincia da Hatwin, un olandese filantropo che ha messo le sue risorse al servizio del regno animale. La fondazione che autofinanzia, è un ospedale per animali selvatici feriti che vengono curati e rimessi in libertà.


Decine di volontari dall’Europa e dall’America giungono qui ogni anno per dare il loro contributo alla salvaguardia della fauna locale. Come il piemontese Paolo Brustio che ha scelto la WFF come punto d’inizio per cambiare vita, lasciando il lavoro di barista a Galliate e fare questa esperienza unica a contatto con la natura.

Il centro è aperto alle visite e si possono ammirare a distanza ravvicinata scimmie, oranghi, otarie, elefanti e la numerosa altra fauna selvatica della regione salvata dai veterinari e dai volontari della fondazione e il costo d’ingresso alla visita serve per finanziare il progetto.


Testo e foto di Eugenio Bersani


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