Viaggiare vuol dire vivere

Quanti di noi, nel corso della chiusura (alias lockdown) per la pandemia, hanno pensato e detto: sembra di esser tornati nell’antica Roma, nel Medioevo, quando viaggiare era impossibile.

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Sbagliato. I Romani (in proporzione) viaggiavano più di noi

All’inizio, hanno badato al sodo: assorbire le tribù circostanti, privilegiando le donne Sabine per incrementare la popolazione; poi, vedendo che tutto quello che facevano aveva successo, hanno sciolto le briglie e hanno conquistato il mondo allora conosciuto.

La maggior parte dei viaggi dei Romani erano dunque viaggi di conquista e all’inizio non saranno stati viaggi agevoli,dovendo muovere eserciti e mezzi con personale di supporto al seguito, per lunghe trasferte e prolungati periodi di tempo.

Hanno risolto i molti problemi che via via incontravano costruendo strade, ponti, stazioni di sosta per il riposo e il reintegro delle scorte alimentari, dell’acqua. Col tempo, queste stazioni sarebbero divenute paesi e città.

In molti casi i nuovi insediamenti venivano completati da archi, imponenti portali in pietra a coronamento dell’avvenuta integrazione, testimoniata anche dall’edificazione di arene, terme, palazzi del comando, un sistema amministrativo e burocratico imposto e subito adottato dai nuovi cittadini romani.

Va da sé che i viaggi non erano turistici come li intendiamo noi; per i periodi di riposo e di svago, per cambiare aria, i Romani frequentavano località rinomate tipo Baia, Ercolano, Stabia, Oplontis (Torre Annunziata) lungo il bellissimo golfo di Napoli, oppure costruivano ville sulle alture nei dintorni della capitale. Non se ne distanziavano troppo.

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Strada romana a Paestum Foto di Valter Cirillo da Pixabay

Il Medioevo dei secoli bui? Tutt’altro che statico e oscuro

L’arrivo dei cosiddetti barbari ha messo fine al dominio romano, ma il medioevo non è stato quel mondo immobile delle economie chiuse e dei scarsi traffici che molti hanno pedissequamente descritto. Erano molte le categorie di persone che viaggiavano.

Chi coltivava la terra e aveva magari i terreni distanti chilometri dal luogo in cui viveva. Chi abbracciava la carriera militare, costretto a continui spostamenti al seguito dei signori feudali di turno. Viaggiavano i mercanti per i loro affari e molte persone si vedevano costrette a esodi per via delle frequenti guerre.

servizi postali romani
Servizi postali romani

Viaggiavano i nobili per le partite di caccia con la servitù al seguito. Anche i sovrani viaggiavano, perché le Corti erano itineranti: pensiamo a Carlo Magno, ai Re Cattolici in Spagna; quando le curtes regie si spostavano, erano piccole città in movimento, formate da commercianti, artigiani, medici e (non di rado) parassiti umani di varia estrazione.

Chi viaggiava davvero molto – lunghe distanze percorse camminando tra pericoli e privazioni -erano i pellegrini: Roma, Gerusalemme, Santiago de Compostela, santuari vari; notevole era anche il movimento dei chierici: studenti di città in città, di università in università per cercare i migliori insegnanti o quelli a più buon mercato.

Mezzi di locomozione e distanze

Tra le persone che in teoria dovevano viaggiare di meno, c’erano i monaci benedettini, costretti dalla regola stabilitas loci (permanenza in un luogo) tanto cara a San Benedetto, cui non piacevano i monaci girovaghi; regola ad ogni modo disattesa in più di un’occasione.

Nel medioevo proliferano i luoghi d’accoglienza per i viaggiatori: hospitia per il riposo notturno e tabernae per il cibo e le bevande. Aumentano di numero anche gli xenodochium, locali per l’ospitalità gratuita dei forestieri, all’interno dei monasteri.

soldati in viaggio per mare
Soldati in viaggio per mare

Un aspetto interessante che si riferisce ai viaggi medievali è dato dai mezzi per viaggiare e dalle distanze che potevano esser compiute nell’arco di una giornata. Gli animali impiegati erano soprattutto i cavalli, gli asini, mentre i muli, più resistenti alle fatiche, venivano usati per trasportare merci.

Gli spostamenti con i carri avevano qualche difficoltà per lo stato delle strade, ma tutto migliorerà col tempo sia per quanto riguarda i veicoli che per la viabilità.

La navigazione viene molto praticata lungo fiumi, torrenti, laghi, mediante l’impiego di barche, scialuppe, traghetti, lance e gabarre (antenate delle moderne chiatte), al contrario della navigazione marittima ritenuta nel medioevo meno sicura; lo diverrà comunque con l’invenzione delle vele mobili che consentiranno di navigare anche controvento.

Infine, le distanze coperte in un giorno: a piedi, dai 3 ai 6 chilometri all’ora; a dorso di mulo, dai 5 ai 7 chilometri al giorno; a cavallo, dagli 8 ai 25. Con i battelli fluviali, dagli 8 ai 15 chilometri in un’ora, che con le veloci galee salgono da 11 a 25.

A seconda del mezzo prescelto, questo voleva dire poter percorrere in una giornata dai 20 ai 250 chilometri;salvo sempre possibili imprevisti. Alla faccia del Medioevo statico!

Libertas Dicendi n°315 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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