La domenica mattina, con un freddo barbino ed una pioggia torrenziale che ha continuato implacabile per cinque ore, fra dedali di vicoli, un vero labirinto a cielo aperto, entriamo nel Mellah, circondato da mura, di solito vi si accede da porte fortificate che come nei ghetti europei possono essere chiuse la sera; il primo quartiere ebraico è sorto a Fès nel 1438, Mellah il suo nome in tutto il Marocco tranne a Tétouan, dove viene adottato il termine spagnolo Juderia. Fès, in passato capitale culturale e spirituale dell’ebraismo in Marocco, Fès dove ha vissuto il grande filosofo Maimonide. La presenza ebraica in questo paese è veramente antichissima, risalirebbe addirittura ai tempi di re Salomone, tremila anni fa.
Cimitero ebraico. ” Allora prevedete delle stelle gialle anche per la famiglia reale” avrebbe detto il Sovrano Mohammed V durante la seconda 
Ne sono rimasti all’incirca 3000 che vivono soprattutto a Casablanca (proprio lì gli attentati del 2003 e del 2007); a Marrakech rimangono 170 persone e tutte anziane come mi racconta sconsolato un vecchio della bellissima sinagoga bianca e blu che visitiamo, due famiglie vivono al primo piano, altri nella città nuova fuori le mura. Gli ebrei marocchini hanno comunque mantenuto un forte legame con la terra d’origine, vi ritornano spesso, mi è capitato di sentir parlare ebraico fra i vari gruppi di turisti che visitavano i siti.
Nel mellah si trovano le uniche case con balcone e verande sulle facciate esterne e sono le più alte della medina. In quanto spazio circoscritto e chiuso il quartiere non aveva altra possibilità di espandersi se non in altezza. Quando Marrakech fu fondata, gli ebrei non avevano il permesso di restare in città, vi commerciavano durante il giorno e la sera ripartivano. E’ intorno al 1557 la creazione di questo quartiere isolato e separato all’interno della medina con due porte, verso la casba e l’esterno della città.

Ai piedi della moschea, sotto un portico che immette in uno stretto passaggio fra mura di mattoni merlati e tetti dalle tegole smaltate di verde, si accede, come sempre inaspettatamente, alle Tombe Saadiane, stupendo esempio di stile ispano-moresco, che conservano le spoglie della famiglia imperiale omonima, costruite verso la fine del XVI° secolo. Due distinti mausolei per i vari sultani, un tappeto esterno di mosaici colorati per le tombe delle principesse e nobili donne.
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