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Hong Kong, Bangkok e Koh Tao: vita frenetica e mare incantato

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Hong Kong, Bangkok e Koh Tao: vita frenetica e mare incantato
Hon

Voglio girare il mondo perchè lungo il mio cammino avrè incontrato gente  che con gioia ricorderò…Insieme avremo goduto di grandi e piccole cose che tanta gente nel mondo non sa più vedere. Così, guardando le stelle  o camminando nella pioggia  io rivedrò il loro volto e non mi sentirò mai sola!

Diario di Viaggio di Luisa Nebuloni

Hong Kong. Yuen Po Si Bird Garden



15 luglio 2011 – 8 agosto 2011

–          Volo A/R da Milano/Hong Kong/Bangkok  con Cathay Pacific – volo interno da Bangkok/  Koh Samui con Bangkok Airways

–          prenotati con Gorgonia viaggi – via internet – www. Gorgoniaviaggi.com. Prenotazione effettuata a febbraio 2011 – contatti con Stefania.

–          Langham Place Hotel  – Shangahai Street, Mongkok, Kowloon, Hong hongkong.langhamplacehotels.com – prenotato con Gorgonia Viaggi (tariffa più conveniente).

–          Rembrandt Hotel – Sukhumvit Road , 18 – Bang Kok  – rembrandtbkk.com – prenotato con Gorgonia Viaggi (tariffa più conveniente)

–          Bow Thong Resort – Koh Tao (Thailandia) – prenotato direttamente via internet al sito www.bowthongresort.com

–          Trasferimento a/r barca veloce da Koh Samui a Koh tao direttamente dal sito internet: www.lomprayah.com

–          Guida Hong Kong : Lonely Planet incontri e National Geographic

–          Guida Thailandia : Lonely Planet  “Isole e spiagge della Thailandia”




15 luglio 2011: partenza da Milano Malpensa T1 – ore 13,25 decollo Hong Kong – compagnia aerea Cathay Pacific.

A bordo: sedili comodi, spaziosi e confortevoli con la caratteristica di essere fissi, ma basculando scivolano in avanti senza che il passeggero davanti e quello dietro vengano espropriati del proprio spazio. Servizio più che buono, hostess e steward gentili e disponibili. Sui sedili troviamo unicamente cuscino e copertina al contrario di compagnie come Singapore Air/Ethiad, Qatar che offrono anche nella classe economica astucci eleganti con tutto il necessario per la notte e il risveglio.

Hong Kong vista dallo Star Ferry

Arriviamo a Hong Kong alle ore 6.45 a.m. (+ 6 ore rispetto all’Italia); con il trenino raggiungiamo il T1 che porta all’uscita E1-E2 per l’immigrazione. Passata la dogana ci rechiamo al ritiro bagagli (baggage claim) una volta usciti ci troviamo al livello 5/F , cambiamo il minimo indispensabile di euro e ci rechiamo al TICKET 24 Airport Express  per acquistare i biglietti del treno che ci porterà in centro città (70 dollari HK a testa e 45 la bimba) e dove acquistiamo l’indispensabile OCTOPUS CARD che permette di  muoversi su tutti i mezzi senza dover fare code ogni volta per comprare i biglietti. La cauzione della Octopus Card è di 50 dollari HK (5 euro) più carica pari all’importo che si desidera. La tessera alla fine dell’utilizzo si consegna con conseguente rimborso della cauzione più eventuale credito in essa contenuto.

Essendo il nostro Hotel (Langham Place) situato a Monk Kok, con il treno scendiamo alla fermata Kowloon e da lì prendiamo il taxi che ci porta in Hotel a Shanghai Street (46 dollari HK pari a 4,5 euro). L’hotel Langham Place è in un’ottima posizione, comodissimo per arrivare in centro e raggiungere ogni zona essendo lo stesso collegato alla metropolitana MTR all’interno di un elegante ed enorme centro commerciale ricco di ristorantini. Vicinissimi si trovano i mercati cittadini rionali dove ancora si possono fare incontri ravvicinati con “l’horror”, il mercato notturno e il mercato delle signore e una vastissima scelta di locali dove mangiare. La camera prenotata (tipo Essential al 25° piano) non era grandissima, ma nemmeno piccola, pulitissima, con tutti i confort e una bella vista su Hong Kong. Il bagno aveva una parete divisoria con la camera in cristallo, che consentiva la vista su Hong Kong e sanitari in cristallo. Ogni mattino cambio lenzuola e asciugamani, crema corpo, shampoo, balsamo, bagno schiuma, cuffia con elastico per capelli, spazzolini e dentifricio, schiuma da barba e rasoio. Accappatoi e ciabattine da camera. Possibilità di scegliere il tipo di cuscino.Colazione ottima e abbondante. Al 41° piano una fornitissima palestra con vista spettacolare su Hong Kong con sauna, bagno turco, idromassaggio e sala massaggi di una eleganza strepitosa. Presente anche una piscina che però essendo scoperta e visti i frequenti acquazzoni a mio avviso era poco utilizzabile.

I tram di Hong Kong

Domenica 17 luglio : Con la metropolitana e la comodissima Octopus Card che ci permette di avere sempre accesso ai mezzi senza dover fare code, scendiamo alla fermata Prince Edward (uscita B1) per recarci a visitare il Flower Market dove sono presenti fiori coloratissimi e profumati che provengono da tutte le parti del mondo. Proseguendo sulla Garden Road arriviamo al Yuen Po St Bird Garden dove vengono messi in vendita fringuelli, storni, passeri, pappagalli, merli indiani . Qui è possibile vedere la passione e il culto che i cinesi hanno per questi melodiosi uccellini.  Commovente osservare anziani cinesi con le loro ciabatte di stoffa, ascoltare innamorati il canto dei loro usignoli nelle belle gabbie lavorate a intaglio, ornate da piccolissimi vasetti di fiori e ciotoline per cibo e acqua  in ceramica.

Sempre con la metropolitana ci trasferiamo alla fermata Tsim Sha Tsui, il cuore di Kowloon e partendo dall’Hotel Peninsula all’estremità nord di Nathan Road, la via principale, iniziamo il nostro percorso a piedi tra negozi, centri commerciali e venditori ambulanti. Risalendo Nathan Road sulla destra arriviamo nelle “Chunghing Mansions”, un edificio imponente l’esterno in rifacimento, dove attraverso trafficatissimi ascensori si arriva ad un labirinto di ostelli, guest-house, dormitori, ristoranti, laboratori. Qui troviamo un ristorante “The Delhi Club” che ci attira particolarmente per la sua naturalezza e ci ripromettiamo di andarci per cena. Usciti dal labirinto proseguiamo fino al Parco di Kowloon, che ci offre un po’ di ristoro dalla confusione e affollamento delle vie di Tsim Sha Tsui. Di fianco al Parco, la Moschea e Centro Islamico di Kowloon.

Con lo Star Ferry raggiungiamo poi Central per cercare di salire sul Peak per il tramonto, ma è letteralmente impossibile. Una coda spaventosa ci fa desistere e decidere di tornarci in un altro momento. Consiglio di visitare il Peak durante i giorni feriali e mai di sabato o domenica.

Hong Kong: il Jumbo Floating Restaurant

Lunedì 18 luglio: Con la metropolitana scendiamo al capolinea della linea rossa Central District in Hong Kong Island per passare dalle agitate aree urbane piene di cemento di Hong Kong Island e Kowloon, al ritmo più tranquillo, alle spiagge e alle verdi colline della parte sud dell’isola. Con il “big bus tours” comodissimo, prenotato davanti alla fermata dello star ferry, arriviamo attraverso una sinuosa strada alberata al piccolo porto di Aberdeen, qui con una piccola sampan (tipiche barche) navighiamo tra un’infinità di  abitazioni galleggianti e tra queste anche il famoso Jumbo Floating Restaurant dove fu girato uno dei film di “007”.

Lasciato il porto di Aberdeen arriviamo a Repulse Bay, una bella spiaggia tranquilla, dove i bagnini appollaiati sulle tante torri sparse sulla spiaggia, vigilano attenti.

Sempre con il big bus, che passa dalle fermate agli orari programmati, continuiamo il nostro itinerario verso “Stanley”. Stanley è un grazioso centro marittimo davvero piacevole e tranquillo con il suo famoso ed enorme  mercato coperto in riva al mare. Nelle sue bancarelle vengono presentati articoli di ogni genere: dall’abbigliamento alle calzature, dagli elettrodomestici all’artigianato cinese (convenienti e molto belle le tele raffiguranti spicchi di Hong Kong). Dopo il mercato ci dirigiamo alla “Murray House”,  un grande edificio posto in riva al mare di epoca vittoriana, costruita come alloggio per gli ufficiali. Subito dietro si trova il grazioso tempio di Tin Hau dedicato alla protettrice dei naviganti. Sulla guida National Geographic avevo trovato le indicazioni del tempio di Kwunyam e tra i brontolii di marito e figlia lo andiamo a cercare. Dopo una  camminata di circa 15 minuti su una strada in salita lo troviamo nascosto, isolato e senza turisti.  Nel Tempio davanti ad un bel panorama sulla baya di Stanley, troneggia la statua alta 6 metri della “Dea della Misericordia”.

Hong_Kong_Stanley
Hong Kong il quartiere di Stanley

A Stanley si respira un’atmosfera molto diversa dal centro di Hong Kong, sembra davvero di essere in una località europea di mare, piena di bar e ristoranti sul suo lungomare dove si possono gustare una varietà di cibi diversi delle varie cucine del mondo, tra cui francese, italiana, americana, indiana e thailandese.

Terminata la visita in questa parte di Hong Kong, riprendiamo il big bus per scendere alla fermata che consente la risalita al Victoria Peak in Hong Kong island central. Fortunatamente la coda è limitata e quindi con il Peak tram lo risaliamo lungo una ripidissima salita. Putroppo però arrivati in cima la visibilità è ridotta a causa delle nuvole e quindi il panorama che avremmo dovuto goderci rimane tra le nuvole.

Dopo una giornata passata tra un posto e l’altro, accompagnati dal caldo umido, torniamo in hotel e poi alla ricerca di un ristorantino dove gustarci le prelibatezze locali. La scelta è davvero ardua, ci sono talmente tanti locali che non si sa dove fermarsi. Ma io avevo già avvistato dalla sera prima un locale frequentato solo da cinesi e così lo andiamo a vedere e decidiamo di fermarci. Il ristorante si chiama ……. Grill barbecue, che consiglio vivamente e anche se l’ambiente non è particolarmente invitante, il cibo è veramente ottimo. Riso con anatra e maiale al lemon grass, noodles con carne e verdure mai assaggiate prima.

Per le strade di Macao

Martedì 19 luglio: Escursione a Macao (importante non dimenticare il passaporto).

Raggiungiamo Macao da Kowloon con la MTR fino a Tsim Sha Tsui – uscita A1 – Hai Phong Road (di fianco al parco di Kowloon) e seguiamo le indicazioni per China Ferry. Arrivati al Terminal China Ferry, entriamo nella hall departure e scendiamo con l’ascensore al piano partenze. Lì sono presenti diverse linee marittime: ne scegliamo una e acquistiamo il ticket per Macao. Le partenze sono ogni mezz’ora a partire dalle ore 7,00 fino alle ore 22,30. Con il biglietto e il passaporto effettuiamo il check-in e ci imbarchiamo alle ore 8,30 sull’enorme e confortevole catamarano e dopo un’ora arriviamo a destinazione. Dopo le procedure doganali usciamo dal porto sotto ad un vero e proprio diluvio che ci obbliga ad aspettare il cessare dell’acquazzone. All’uscita dal porto a destra si trovano i bus per tutte le direzioni, noi prendiamo il n. 3° per raggiungere il centro città e in 15/20 minuti siamo a destinazione. Volendo è possibile effettuare il tour di Macao contrattando naturalmente il prezzo con il caratteristico risciò.

Macao è molto ben curata e più che di trovarsi in una città cinese la sensazione che si percepisce è quasi di essere sul mediterraneo, lontani mille miglia dalla frenesia di Hong Kong. Percorrere le zizzaganti strade acciottolate, circondati da edifici coloniali color pastello è davvero piacevole e distensivo nonostante il caldo. Partiamo così con la nostra visita della città da Largo de Senato e proseguiamo con la Santa Casa della Misericordia, la Chiesa di San Domenico (Igreja de Sao Domingos) , l’imponente Ruinas de Sao Paulo (Rovina di San Paolo) con annesso Museo di Macao e la Fortaleza do Monte. Decidiamo poi di darci allo shopping  e con nostro disgusto scorgiamo un sacco di negozi mettere in vendita a peso d’oro pinne di squalo, cetrioli di mare, bruchi e miriadi di cavallucci marini essiccati. Dopo questo infelice episodio torniamo al porto marittimo con il bus 3G dal lato opposto della strada rispetto all’andata, per reimbarcarci e tornare nella caotica e dinamica Hong Kong.


Hong Kong. Isola di Lantau: la gratende statua di Buddha nel monastero di Po Lin

Mercoledì 20 luglio: Con un cielo plumbeo continuiamo la nostra visita di questa straordinaria città dirigendoci verso l’isola esterna di Lantau. Da Mongk Kok prendiamo la MRT rossa fino a Lay King, dove cambiamo linea per quella arancione fino al capolinea Tung Chung, scendiamo e appena fuori dalla metropolitana prendiamo la Cable car (cabinovia) alcune delle quali hanno il pavimento in cristallo trasparente (118 HK$ a/r a persona – circa 10 euro) . La risalita è di 15 minuti e lo spettacolo attraverso il fondo trasparente è davvero suggestivo . Arrivati in cima la foschia copre lo scenario, ma lì è la tranquillità a fare da padrona con l’enorme statua di bronzo del Buddha appollaiato sopra un fiore di loto che appare e riappare dalla foschia e i suoi devoti che pregano girando intorno ad esso. All’interno della statua si può visitare a pagamento il museo. Nel ticket è compreso il pranzo composto di noodle e 3 paste a testa, acqua o bibita).

Di ritorno da Lantau sempre con la MTR arancione arriviamo a Sheung Wan e a piedi raggiungiamo la scala mobile più lunga a mondo (800 m.): la “Escalator”  (Middle level). Su questa lunghissima scala mobile intervallata da piccoli spiazzi,  si intersecano un labirinto di vie lunghe e strette piene di gente di tutti i colori, di tutte le razze, negli abbigliamenti più strani, tantissimi negozi e l’incessante sottofondo del rumore di strada. Da qui ci spingiamo verso il pittoresco quartiere di Soho, un’interessante zona fatta di bar eleganti e moderni, negozi di arte cinese e ceramiche tipiche. Seguendo le indicazioni arriviamo in Hollywood road, una via stretta dove è posto il tempio di Man Mo, uno dei templi più antichi di Hong Kong che ha la particolarità di essere profumatissimo di incenso proveniente dalle numerose e grosse spirali che scendono dal soffitto. (Non è facilissimo da trovare, ma seguendo le indicazioni dall’Escalator ci si arriva bene e comunque vale la pena visitarlo anche per la sua storia).

Da lì torniamo sulla Des Voeux Road e per osservare uno spicchio di Hong Kong island saliamo sul  primo tram che passa. Da questi mezzi unici al mondo, alti e stretti e a due piani restiamo ipnotizzati ad osservare il panorama urbano che ci scorre davanti sotto un acquazzone torrenziale, cercando, attraverso il chiasso e il trambusto della gente che va, viene, sale e scende, di capire l’anima e la storia di questa straordinaria città.

Hong Kong. L'Ocean Park

Giovedì 21 luglio: Il cielo azzurro ha finalmente coperto il solito cielo grigio e fosco, l’Ocean Park ci aspetta per una divertente giornata. Dalla stazione MRT di Monk Kok scendiamo alla fermata Central, uscita E, e  proseguiamo fino alla stazione bus – autobus n. 629 per Ocean Park. In 15 minuti si arriva a destinazione. L’entrata costa 250 HK$ per gli adulti e 125 per i bambini fino a 11 anni (euro 23 adulti e 12 bambini). Già per poter acquistare i biglietti abbiamo fatto la coda , ma è per la risalita con la ovovia che abbiamo dovuto sobbarcarci una coda di più di un’ora sotto il tanto sospirato sole. Arrivati in cima al Parco ci siamo accorti che c’era anche la possibilità di salire con il trenino “Ocean Express” certo senza panorama perché dentro ad una galleria, ma più veloce, meno affollato e sicuramente più fresco.

Il Parco è molto vasto e pieno di attrazioni, lo consiglio a chi ha figli bisognosi di divertimento anche se a mio parere Hong Kong è già di per sé una città divertente.

La sera per le ore 20,00 ci rechiamo a Thim Sha Tsui sul lungomare per assistere allo spettacolo di luci e suoni nella baia (Symphony of ligts). E’ davvero un incanto vedere la baia illuminata, il suono allarga il cuore e in quel momento penso che Hong Kong sia l’oasi di cemento più bella al mondo.

Terminata la magia delle luci,  con la MRT ci fermiamo a Yau Ma Tei e ci rechiamo al Mercato notturno di Temple Street, da non perdere assolutamente. Un mercato colorato e bizzarro, dove ci si trova proprio di tutto, compresi i caratteristici negozietti di the con le loro piccole tazzine e teiere tipiche. La parte più suggestiva è però quella degli indovini, dove schiere di chiromanti sono lì pronti a leggere il futuro. Qui il mio pensiero è corso a Tiziano Terzani e al suo entusiasmante “Un indovino mi disse”; sì perché proprio a Hong Kong un indivino gli raccomandò di non salire su nessun tipo di aereo nell’anno 1993 …. Chissà se proprio qui, uno di questi anziani indovini gli predisse il futuro …..

Folcloristica anche la zona delle teatranti, dove donne e uomini (alcuni con voci stridule) cantano microfonati e accompagnati da orchestrine.

Per  non parlare poi delle miriadi di Pai Dong (localini con pochi tavoli e sedie all’aperto), dove servono pesce, carne, pollame, verdure di ogni genere dall’aspetto molto, molto poco pulito, ma i cui piatti sono davvero molto, molto invitanti.

Hong Kong. La Chi Lin Nunnery

Venerdì 22 luglio: Con la MRT scendiamo alla fermata Dhiamon Hill –  uscita 2. A tre minuti a piedi lungo la Funk Tak Road si trova il bellissimo Monastero Chi Lin Nunnery – tutto di legno, un luogo di pace con laghetti di fiori di loto e numerose piante bonsai. Lunghi corridoi colonnati con finestre fiancheggiano il cortile e la melodia armoniosa delle preghiere fa percepire l’unione tra uomo e natura, dove tutto è ben integrato e dove tutto è al suo posto.

Subito fuori e davanti al Monastero c’è un altro paradiso: uno splendido giardino, un’oasi serena, tranquilla e silenziosa. Sentieri di piante bonsai verdissimi, laghetti, aggraziate piante e seducenti aceri dai tenui colori che si muovono come fossero ventagli tra le mani delicate di una geisha, il tutto si staglia nel cielo azzurro orlato all’orizzonte da bianchi grattacieli che la fantasia trasforma in bianche vette.

Lasciamo la pace per tornare nel caos di Monk Kok e precisamente al Tung Choi St o meglio conosciuto come “Ladies’ Market”. Il mercato è un ammasso di bancarelle e visitarlo sotto il sole cocente e il caldo afoso diventa quasi insopportabile, molto meglio quindi il mercato notturno Temple St Night market.

La nostra vacanza a Hong Kong sta terminando così dopo aver utilizzato per l’ultima volta la MRT riconsegnamo la Octopus card al service che si trova in ogni stazione MRT, che ci restituisce la cauzione e il residuo contenuto in ogni tessera.

Lasciamo Hong Kong a malincuore, in questa città cosmopolita, euforica, caotica, dinamica e divertente abbiamo scoperto angoli da ricordare per sempre.

Bangkok. Parcheggio di rickshaw

Sabato 23 luglio: Alle ore 6,00 del mattino lasciamo l’Hotel Langham Place e per comodità utilizziamo il taxi per raggiungere l’aeroporto (320 HK$ = euro 32,00).

Ore 8.55 decollo con Cathay Pacific per Bangkok.

Atterriamo a Bangkok alle ore 10,30 (- 1 ora rispetto ad Hong Kong  e + 5 ore rispetto all’Italia). Con il Taxi (300 bath pari a euro 6,50), ci facciamo accompagnare all’Hotel Rembrandt in Sukhumwit Road. Abbiamo scelto questo hotel in quanto ci eravamo già stati piacevolmente nel 1994 ci siamo voluti ritornare, ricordando anche la posizione estremamente comoda.

Effettivamente ricordavamo bene: la posizione è davvero ottima, tanti ristoranti, negozi, bancarelle e la fermata della metropolitana sulla via principale davanti all’hotel. L’hotel è invece un po’ datato per quando riguarda l’arredamento delle camere e dei bagni, ma tutto sommato per due notti è più che sufficiente. Pulito, personale molto cortese, gentile e disponibile, colazione ottima, piscina e tutti i servizi annessi degni di nota.

All’interno dell’Hotel sono presenti tre ristoranti di cui il messicano “Senior Pico” davvero meritevole. Fuori dall’hotel invece segnalo proprio all’angolo della strada (all’entrata da Sukhumwit road) il ristorante indiano dove ci siamo gustati una succulenta cena tipica  Indiana.

Bangkok come 17 anni fa è pervasa da un’atmosfera elettrizzante: è grande, affollata, inquinata, caotica, ma ha anche mille volti a seconda di come la si guarda. Certo non è una metropoli noiosa, ovunque si volti lo sguardo, si trovano venditori di piatti che parrebbero deliziosi, monaci con i loro abiti arancio e spalla nuda, file di auto dalle mille sfumature che fanno delle caotiche strade una scacchiera multicolore. Con l’onomatopeico tuc-tuc (una specie di Ape adibita a trasporto passeggeri) ci facciamo portare a visitare il Palazzo Reale, il Tempio di Wat Pho (Budda sdraiato), il Tempio di Wat Phra Kaew e di Ratchanatda, il mercato del  pesce e passando per Chinatown il variopinto mercato dei fiori. Davvero mai visti così tanti tutti insieme gialli, rossi, verdi e bianchi e ad ogni angolo della strada donne in compagnia dei loro bambini  che infilano collane di profumatissimi fiori di gelsomino. E ’vero che con il tuc-tuc si respira tutto l’inquinamento del sovrabbondante traffico, ma è solo attraverso questo caratteristico mezzo di trasporto e con il suo conducente che si riescono a raggiungere le vie più nascoste ed “esclusive” dove ancora si arriva ad afferrare momenti di vita quotidiana vera.

Bangkok. Mercato galleggiante

Domenica 24 luglio:  La mattina di buon’ora con la nostra guida prenotata dall’Italia ci mettiamo in viaggio diretti al Mercato galleggiante, ma prima di arrivare ci fermiamo nella regione di Damnoedsadavk a circa 72 km a sud ovest di Bangkok dove c’è uno dei più straordinari e strani mercati al mondo: il mercato di Maeklong. Un mercato tipico asiatico davvero originale  che si svolge da tempi immemorabili proprio lungo i binari ferroviari, dove si vende di tutto, soprattutto cibo (carne, pesce, frutta e verdura). Già di per sé è un tripudio di colori e odori, ma è al suono della sirena del treno che tutto diventa divertente. La folla di acquirenti abbandona velocemente le rotaie e si rifugia all’interno delle bancarelle, i venditori raccolgono in tutta fretta la loro mercanzia adagiata ai bordi delle rotaie e sollevano i variopinti tendaggi a sole per evitare che il treno maciulli tutto. Terminato l’attraversamento in un nanosecondo tutto ritorna come se nulla fosse accaduto. Fino al prossimo treno.

Dopo questa spassosa sosta proseguiamo il viaggio fino al piccolo ritrovo delle lance che  portano al mercato galleggiante di Damnoen Saduak. Attraversiamo il labirinto di canali costeggiati da modeste abitazioni, costruite in legno su palafitte, ognuna con la propria veranda affacciata sull’acqua torbida dei canali, ornate come fossero giardini colorati da mille varietà di fiori e piante e piccoli templi che fumano continuamente di incenso offerto alle divinità. Singolare per noi intravvedere anziani lavarsi, bambini giocare e donne pulire le stoviglie nell’acqua impura di colore marrone.

Dopo circa 40 minuti di navigazione tra i canali arriviamo al movimentato mercato galleggiante che, nonostante sia di turisti, rimane sempre affascinante per i suoi suoni, i colori e le soavi voci delle donne che si scambiano la merce dalle barche.

Tornando a Bangkok facciamo tappa nella provincia di  Nakhon Pathos per visitare la sua Pagoda “Phra Pathom Chedi” , altissima e maestosa di un colore arancio fortissimo che, illuminata dal sole, sembra diffondere scintille di luce.

Thailandia. Isola di Koh Tao

Lunedì 25 luglio: partenza da Bang Kok per Koh Tao.

Alle ore 5,30 lasciamo l’Hotel Rembrandt con il taxi (400 bath) per l’aeroporto terminal Bangkok Airways – 4° piano – porta 3 –  direzione Koh Samui – volo ore 8,15.

Arrivati all’aeroporto di Koh Samui alle ore 9,30 aspettiamo che ci vengano a prendere per accompagnarci al porto di Mae Nam, come da accordi presi attraverso la prenotazione della barca veloce Lomprayak per l’isola di Koh Tao, effettuata attraverso il sito della compagnia. Arrivati al porto facciamo check-in e attendiamo l’arrivo del catamarano previsto per le ore 12,30 che arriva pieno zeppo di turisti, per cui tra lo sbarco e l’imbarco passano circa 40 minuti sotto il sole cocente.

Alle ore 15,00  arriviamo a Koh Tao, l’isola dal mare appare bellissima, verde e orlata di enormi massi neri.

All’arrivo al Pier Mae Hat troviamo una gran folla di gente dei vari resort ad aspettare i propri ospiti e anche noi veniamo accompagnati al nostro resort “Bow Tong” prenotato direttamente dal sito. Il bungalow deluxe beach sea wiev è davvero bello, spazioso, pulito, arredato con mobili in legno tipico  scuro e liscio, aria condizionata. Il bagno è grande con un ampio spazio per la doccia calda e fredda. C’è anche frigo e televisore Lcd. Una deliziosa veranda ben arredata a 2 passi dal mare. A 20 metri sulla sinistra del nostro bungalow la pedana sulla spiaggia del ristorante del resort, e alla sua destra uno scorcio straordinario del promontorio sprofondato nel mare verdissimo.

Il mare ….. il mare è un bel punto di domanda. La mattina potrei dire abbastanza trasparente, ma è sempre presente la bassa marea; il pomeriggio quando la marea inizia ad alzarsi il mare cambia colore fino a diventare verdissimo e mai trasparente. Caldissimo questo sì , fino a 35°, quasi insopportabile. Questa parte della costa “Sairee beach” è molto ventosa, rispetto alle altre zone e quindi il mare non da quasi mai l’impressione della tipica trasparenza dei mari tropicali. La spiaggia è a tratti di sabbia bianca, a tratti di granellini ed è lunga 2 km .

Thailandia. L'isola di Koh Tao

Lo Snorkeling su questa spiaggia  è praticamente assente, ma spostandosi di spiaggia con il taxi, con il quad (moto a 4 ruote), lo scooter o il taxi boat, si raggiungono delle belle spiagge come quella di Aow Leux a sud est di Sairee dove si possono fare bei bagni e trovare un bel mare con una discreta barriera corallina e se si è fortunati, come lo siamo stati noi, ci si può imbattere e nuotare con branchi di piccoli barracuda oltre ai soliti pesci di barriera.

Le strade per arrivare alle spiagge sono una vera trincea, ripide, sconnesse e piene di solchi, ma una volta arrivati il panorama ripaga della fatica. Mare e cielo cobalto, montagne verdissime con enormi massi neri. Su queste spiagge ci sono dei resort, ma isolati e lontano da tutto, quindi arrivati lì, lì si resta.

Con il taxi boat per 500 bath ci facciamo portare a Koh Nang Yuan, distante da Koh Tao circa 15 minuti. Mano a mano che ci avviciniamo alle isole ci rendiamo conto della diversità del mare rispetto a Koh Tao, distinguiamo in lontananza una lunga lingua di sabbia corallina bianchissima che collega tre minuscoli isolotti circondati da acque turchesi e di rara bellezza. Le isole, colline formate da masse giganti di granito nero che spuntano da un denso fogliame verdissimo, sono uno spettacolo indescrivibile.

Per poter accedere alle isole si devono pagare 100 bath a testa e ne vale davvero la pena ma essendo le isole meta di continue escursioni giornaliere dopo circa un’ora dal nostro arrivo (le 10,00), numerose barche, barconi, e di subacquei invadono come le cavallette la spiaggia e il mare.

Per godersi quindi la tranquillità e il silenzio di questo meraviglioso paradiso conviene venirci verso le ore 15,00.

Sull’isola c’è un solo resort con la reception, il bar, il diving , il ristorante e parte delle camere nell’isolotto di mezzo, e altre camere nell’isola sud.

In poche parole Koh tao

Chi pensa di trovare il mare tipico maldiviano è meglio non prenda in considerazione questa isola (a parte Koh Nang Yuan), ma Koh Tao ha sicuramente altre bellezze che seducono, come la bella e lunga spiaggia di Sairee di cui ogni mattina mi godevo l’ora più bella, quella dell’alba, quando la notte aleggia ancora nell’aria e il giorno non è ancora pieno, quando la distinzione tra tenebra e luce non è ancora netta e, cullata dal vento che soffia, ascoltavo le onde del mare infrangersi sulla battigia. Dietro la spiaggia alte colline ricoperte di verdissimo fogliame e altissime palme da cui svettano enormi massi neri. I due capi della spiaggia sono le parti più belle e differenti tra loro: uno ricoperto di vegetazione, l’altro colmo di enormi monoliti.

Il Bow Tong resort è un’oasi di tranquillità, ma anche vicino alla vita notturna. In dieci minuti camminando con i piedi affondati nella soffice sabbia, inumiditi dalle tiepide onde del mare, si raggiunge il centro di Sairee village dove si susseguono un’infinità di graziosi ristoranti. Dopo le succulenti cene tipiche a base di noodles, riso, zuppe al red, green, yellow curry, tempura, bbq di pesce e carne ecc. ecc. , si fanno piacevolmente quattro passi per negozietti magari gustando uno squisito pancake al cioccolato e banana cucinato dal famoso pancake man; un divertimento solo guardarlo mentre come un esperto pizzaiolo fa saltare e roteare i suoi ghiotti dolci. E che dire dei variopinti abitanti della notte? Beh un allegro e spassoso intermezzo!

13 giorni trascorsi a Koh Tao nonostante il tempo incerto dei primi giorni e il mare non spettacolare ci hanno colmato di commozioni per ciò che la gente locale ci ha regalato con la sua cordialità e dolcezza,  per i paesaggi e per le sensazioni che, ogni volta, aggiungiamo nel nostro bagaglio di viaggiatori.

Ripartiamo domenica 7 agosto per il lungo viaggio di ritorno: Koh Tao/Koh Samui via mare, Koh Samui/Bangkok/Hong Kong/Milano via cielo. Torniamo a Milano dove tutto è ormai una corsa, dove si vive senza più fare attenzione alla vita, dove si guarda solo la sveglia e dove si dorme senza più far caso ai sogni.

Lasciamo l’Asia, questo paese tanto lontano che ad ogni nostro arrivo è una fiammata, un innamoramento, una nuova scoperta che riempie di emozioni.

Note:

Dove mangiare a Koh Tao:

–          Per una cucina Thai raffinata in ambiente elegante con vista incantevole sulla baia di Sairee : “Rim Lae” – vicino al Bowtong resort  (prezzi modici circa 300 baht a testa = € 7,50)

–          Per un buon BBQ di carne e pesce: “AC Restaurant” – quasi alla fine di Sairee village andando verso Mae Hat con entrata sia dalla spiaggia che dalla stradina interna. Ambiente gradevole e pulito. Buoni prezzi (circa 250 baht a testa). Gentilissimo/a il “personaggio” che accoglie i commensali.

–          Per ottima cucina THAI a prezzi irrisori (circa 500 bath in tre = € 12,50) :

. “Krua Thai” davanti al ristorante messicano El Gringo sulla strada principale di Sairee Village.

–          . “O Nine” vicino al Cafè corner ( €10,00 in tre)

–          Buona cucina Thai e BBQ : “Bowtong Resort” – direttamente sulla spiaggia. Prezzi nella media.

–          Se la voglia di pizza diventa impellente: “Farango” sulla strada principale di Sairee village.

Immersioni:

Le immersioni a Koh Tao sono da consigliare a chi intende avvicinarsi per la prima volta alla subacquea.



Testo e foto di Luisa Nebuloni.  della stessa autrice: Avventura in Malesia; Bangkok. Maekong Market, un fischio e via; Viaggio a Singapore e Gili Trawangan

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